Lo studioso del rapporto tra lingua italiana e cinema

Lo studioso del rapporto tra lingua italiana e cinema

Il personaggio Ha studiato il rapporto fra l’italiano e il grande schermo

Raffaelli, esploratore della lingua

La Crusca ricorda il critico cinematografico scomparso a luglio

di Letizia Cini

Ha scandagliato la lingua di un’arte (all’epoca) nuova, percepita esclusivamente come immagine: il cinema. Ma si è occupato anche di un tema criptico come l’onomastica (in particolare i cambiamenti dei nomi) e della politica linguistica del fascismo. Argomenti tutt’altro che esauriti, tanto che l’Accademia della Crusca ha voluto porre l’accento sulla loro fondatezza, rendendo omaggio a Sergio Raffaelli, storico della lingua italiana e del cinema… Scomparso il 6 luglio scorso, Raffaelli ha svolto per quasi un cinquantennio attività professionale prima come ricercatore e critico cinematografico (fra l’altro è stato principale autore, con Aldo Bernardini, dell’enciclopedia "Schedario cinematografico", 1961 – 1968), poi come docente di Storia della lingua italiana (Università della Calabria, di Siena – Arezzo, di Roma Tor Vergata, 1973 – 2006). "Nella sua attività scientifica ha privilegiato la ricerca in campi ancora sconosciuti o trascurati sia del cinema sia della lingua, compiendo esplorazioni degne di un archeologo in archivi, emeroteche, biblioteche", spiega Nicoletta Maraschino al termine dell’intenso pomeriggio commemorativo.
"Nel corso dei decenni – riprende la prima donna presidente della ‘Crusca’ – ha raccolto, inventariato e valorizzato una cospicua documantazione personale, che gli ha permesso di aprire e sviluppare campi e metodi nuovi della stilografica linguistica e cinematografica. Nel campo linguistico ha arricchito in particolare il panorama della politica e culturale del fascismo, documentando fra l’altro la repressione delle parole straniere, dei dialetti, del pronome reverenziale "lei" e il controllo del lessico "specialmente ad opera della Reale Accademia d’Italia) e dell’onomastica".
Pioniere anche nel campo cinematografico, Sergio Raffaelli si è dedicato all’esplorazione scientifica del cinema muto – riportando alla luce il testo inaugurale della narrativa mondiale ispirata dal cinema., "Al cinematografo" di Gualtiero Fabbri, 1907 – ed è stato scopritore degli atti della censura dai primordi alla caduta del fascismo.
"Ha inoltre condotto indagini in prospettiva storica sui rapporti fra lingua italiana e cinema, curando soprattutto di descrivere e valutare le peculiarità italiane della componente verbale scritta e parlata dei film e di preparare l’allestimento di un vocabolario storico dei termini cinematografici" conclude Nicoletta Maraschio, ricordando che per ricordare lo studioso, nella primavera 2011 sarà pubblicata una raccolta di contributi di suoi colleghi, allievi e amici.
(Da La Nazione, 9/10/2010).

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