L’italiano passato al setaccio della Rete

‘Tornata’ informatica dell’Accademia

I maestri della Crusca passano l’italiano al setaccio della Rete

di Letizia Cini

Navigare fra le parole. Ovvero, una ‘tornata pubblica ’ per presentare la ‘Crusca in rete ’ e illustrare i risultati delle imprese informatiche – in buona parte finanziate dal ministero per i Beni culturali e dall’Ente Cassa di Risparmio di Firenze – che hanno impegnato accademici e ricercatori negli ultimi anni.

Qualche esempio? ‘La fabbrica dell’italiano’, una banca dati in rete che comprende, fra gli altri pesanti tomi, gli oltre tremila dizionari e grammatiche della Biblioteca della Crusca. Ma anche il catalogo on-line della Biblioteca e la digitalizzazione dei 2800 libri del ‘Fondo dei Citati ’, che gli accademici hanno ‘spogliato’ alla ricerca degli esempi da inserire nelle cinque edizioni del Vocabolario della Crusca, e ancora le carte dell’Archivio, per le quali è stato predisposto uno speciale programma di catalogazione, e giù fino all’italiano contemporaneo, osservato da prospettive particolari: quella della radio e dei quotidiani, quella del fiorentino di oggi (la varietà regionale più delle altre in bilico fra lessico tradizionale e italiano comune) e quella dei dubbi che possono assalire anche l’oratore più forbito di fronte ai continui cambiamenti di una lingua sempre più ‘in movimento ’.

Così ieri all’Accademia della Crusca, antica istituzione fiorentina custode della lingua italiana, il pubblico è partito alla volta di ‘Navigare tra le parole – Dalle carte all’informatica’ un viaggio multimediale tra le parole di ieri e di oggi, tra i documenti, i manoscritti, i libri e i personaggi (letterati, scienziati, lessicografi, grammatici e gente comune), che hanno fatto la storia dell’Accademia e dell’italiano, con gustose incursioni tra le voci della radio e quelle del fiorentino di oggi e dell’italiano contemporaneo.

“Si tratta del risultato di un’attività decennale che ha coinvolto studiosi con competenze diverse, tutti uniti da uno spirito collegiale molto simile a quello che permise agli accademici della fine del Cinquecento, in soli venti anni, di realizzare per l’italiano l’impresa straordinaria del primo grande vocabolario di una lingua europea”, spiega la vicepresidente della ‘Crusca’, Nicoletta Maraschio, che guida il progetto dedicato alla lingua della radio.

“L’Accademia in questo periodo si è trasformata sempre più in un moderno Centro di ricerca attivo su diversi fronti – riprende Nicoletta Maraschio -. Al suo impegno per la ricerca e per la formazione di giovani studiosi e per una politica linguistica europea realmente plurilingue si affiancano le iniziative a favore di una maggiore conoscenza dell’italiano e i progetti rivolti direttamente ai giovani”.

Nel suo intervento, il presidente dell’Accademia Francesco Sabatini ha voluto sottolineare l’importanza dell’idea geniale di Giovanni Nencioni di ‘interrogare’ il grande “Vocabolario”, una volta digitalizzato, non solo a partire dalle singole voci, ma anche dalla lingua usata dai redattori, “nel quale si annida spesso l’uso vivo, sia popolare sia tecnico”. “L’esperimento è stato esteso ai 22 volumi delle cinque edizioni (che arrivano al 1923) per oltre 25 mila pagine – sottolinea il professor Sabatini -. Un tesoro di lingua italiana antica e moderna si spalanca, via rete, gratuitamente, davanti agli occhi dei ricercatori di tutto il mondo”.

Infine l’Accademia ha pagato un tributo alla memoria di una ‘sua’ studiosa, Severina Parodi: a suo nome sono state intitolate le due sale che accolgono l’immenso patrimonio di manoscritti”.

(Da La Nazione, 16/12/2005).

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  • ‘Tornata’ informatica dell’Accademia

    I maestri della Crusca passano l’italiano al setaccio della Rete

    di Letizia Cini

    Navigare fra le parole. Ovvero, una ‘tornata pubblica ’ per presentare la ‘Crusca in rete ’ e illustrare i risultati delle imprese informatiche – in buona parte finanziate dal ministero per i Beni culturali e dall’Ente Cassa di Risparmio di Firenze – che hanno impegnato accademici e ricercatori negli ultimi anni.

    Qualche esempio? ‘La fabbrica dell’italiano’, una banca dati in rete che comprende, fra gli altri pesanti tomi, gli oltre tremila dizionari e grammatiche della Biblioteca della Crusca. Ma anche il catalogo on-line della Biblioteca e la digitalizzazione dei 2800 libri del ‘Fondo dei Citati ’, che gli accademici hanno ‘spogliato’ alla ricerca degli esempi da inserire nelle cinque edizioni del Vocabolario della Crusca, e ancora le carte dell’Archivio, per le quali è stato predisposto uno speciale programma di catalogazione, e giù fino all’italiano contemporaneo, osservato da prospettive particolari: quella della radio e dei quotidiani, quella del fiorentino di oggi (la varietà regionale più delle altre in bilico fra lessico tradizionale e italiano comune) e quella dei dubbi che possono assalire anche l’oratore più forbito di fronte ai continui cambiamenti di una lingua sempre più ‘in movimento ’.

    Così ieri all’Accademia della Crusca, antica istituzione fiorentina custode della lingua italiana, il pubblico è partito alla volta di ‘Navigare tra le parole – Dalle carte all’informatica’ un viaggio multimediale tra le parole di ieri e di oggi, tra i documenti, i manoscritti, i libri e i personaggi (letterati, scienziati, lessicografi, grammatici e gente comune), che hanno fatto la storia dell’Accademia e dell’italiano, con gustose incursioni tra le voci della radio e quelle del fiorentino di oggi e dell’italiano contemporaneo.

    “Si tratta del risultato di un’attività decennale che ha coinvolto studiosi con competenze diverse, tutti uniti da uno spirito collegiale molto simile a quello che permise agli accademici della fine del Cinquecento, in soli venti anni, di realizzare per l’italiano l’impresa straordinaria del primo grande vocabolario di una lingua europea”, spiega la vicepresidente della ‘Crusca’, Nicoletta Maraschio, che guida il progetto dedicato alla lingua della radio.

    “L’Accademia in questo periodo si è trasformata sempre più in un moderno Centro di ricerca attivo su diversi fronti – riprende Nicoletta Maraschio -. Al suo impegno per la ricerca e per la formazione di giovani studiosi e per una politica linguistica europea realmente plurilingue si affiancano le iniziative a favore di una maggiore conoscenza dell’italiano e i progetti rivolti direttamente ai giovani”.

    Nel suo intervento, il presidente dell’Accademia Francesco Sabatini ha voluto sottolineare l’importanza dell’idea geniale di Giovanni Nencioni di ‘interrogare’ il grande “Vocabolario”, una volta digitalizzato, non solo a partire dalle singole voci, ma anche dalla lingua usata dai redattori, “nel quale si annida spesso l’uso vivo, sia popolare sia tecnico”. “L’esperimento è stato esteso ai 22 volumi delle cinque edizioni (che arrivano al 1923) per oltre 25 mila pagine – sottolinea il professor Sabatini -. Un tesoro di lingua italiana antica e moderna si spalanca, via rete, gratuitamente, davanti agli occhi dei ricercatori di tutto il mondo”.

    Infine l’Accademia ha pagato un tributo alla memoria di una ‘sua’ studiosa, Severina Parodi: a suo nome sono state intitolate le due sale che accolgono l’immenso patrimonio di manoscritti”.

    (Da La Nazione, 16/12/2005).

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