L’italiano di molti quotidiani in versione elettronica.

ITALIANS.

L’italiano di molti quotidiani in versione elettronica.

risponde Beppe Severgnini.

Spero che nessuno si offenda se dico che l’italiano di molti dei quotidiani in versione elettronica è davvero desolantemente basso. Strafalcioni, errori a iosa, grammatica sovente pessima, e ripetizioni, ripetizioni , continue e ossessive. Sembra che l’uso dei sinonimi sia del tutto sconosciuto a questi signori che io proprio non capisco come possano essere considerati giornalisti. Non riesco nemmeno- tante sono – a ricordare tutte le parole o le frasi che vengono ripetute in modo assurdo: ” cosa sappiamo finora”, “è diventato virale”, ” bomba d’acqua”, “città blindata, summit blindato, contratto blindato, matrimonio blindato”, “ma è polemica”, “ed è bufera”, potrei andare avanti per ore: fantasia zero, da gente che di mestiere scrive. Mistero. In questo triste scenario, si fa ora largo una nuova folle moda: teniamo sotto stretta osservazione la nuova arrivata, la parola “eroe”. Qualunque cosa accada, sia (purtroppo ) un attentato, o anche un banale fatto di cronaca, ormai la parola “eroe” è stata acquisita dagli addetti ai lavori, che non la mollano più, la custodiscono gelosi e la ammanniscono dieci o venti volte al giorno: “il senzatetto eroe”, “il bimbo eroe”, ” il nonno eroe”, “pompiere eroe”, “poliziotto eroe,” tifoso eroe”, ho anche beccato un “cane eroe”. Tutti sono eroi. Basta un nulla e si vince questo epiteto. Se non facesse ridere, questa situazione, ci sarebbe da piangere. Cosa succede al giornalismo? Un caro saluto. Mario Battara, mariobattara@gmail.com

Quello che succede al resto del mondo: facciamo tante cose, in fretta, da soli. Dovremmo farne meno, con calma, con l’aiuto necessario (soprattutto quando siamo esordienti).
(Da italians.corriere.it, 17/6/2017).

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