PADANISMI
II linguaggio di Bossi
di PAOLO PILLITTERI
Che cosa vuol dire "foeura di ball?". E come si scrive? Con la "o" con dieresis o con la "o" seguita da "eu"? Le scuole di pensiero e di dialetto milanese si dividono, citano il sommo Porta, portano vocabolari esaustivi. Intanto la Lega ha colpito ancora. Intanto, l’esclamazione del Senatur fa da eco, o viceversa, all’immaginifica sequenza di Berlusconi a Lampedusa che ha rubato la scena alle questioni giudiziarie/inversioni d’odg/risse di La Russa ecc… Il linguaggio secco, immediato, spiccio e brutale di Bossi si è espresso in quello slogan a dir poco colorito, che tuttavia rappresenta un modo di pensare del Nord, e non solo. In questo senso le parole d’ordine di una lingua collegata a pensieri elementari, in momenti di paura generalizzata, sono da sempre il piatto forte del Carroccio. Era ritenuto una ventina di anni fa un movimento folkloristico e periferico, nato nelle valli pedemontani, espressione di una piccola imprenditorialità che poneva domande cui la Dc non riusciva più rispondere, anche per una netta involuzione meridionalistica.
Con "manipulite" distruttrice dei partiti di governo e degli assetti di potere, la Lega si incuneò e
si ingrandì, ma seguendo lo schema degli slogan semplici fondati sul conflitto Nord-Sud, di cui
"Roma ladrona, la Lega non perdona!" era un esempio, seguito da "Lumbard tas!" (taci), lombardo,
evocante i manifesti di guerra, taci il nemico t’ascolta, dando subito l’immagine di una Lega non di
pace di ma di guerra, non statica ma d’attacco… e, nonostante minacce varie,
la secessione sembra archiviata in nome del Federalismo.
Sembra, ma in realtà è sempre nei pensieri del Carroccio, con quella Padania immaginaria
e immaginifica che funge da piccola patria sognata, e per la quale slogan e linguaggi,
pur temperati, non ne nascondono il significato: prima la Padania/Partito e il Federalismo, poi tutto il
resto. In questo senso il linguaggio bossiano si adegua alle esigenze di un partito, il suo, carismatico,
fortemente identitario, gerarchizzato come un partito leninista, brutale nelle espulsioni, rigido nella organizzazione e nella disciplina interne. Sarebbe tuttavia riduttivo confinare la Lega in slogan e parole d’ordine considerate, e spesso lo sono, da bar sport. Oggi la centralità della Lega è palpabile, sia nell’alleanza col Cav, sia nei riflessi condizionati del Pd che nei confronti del Carroccio ha sempre un occhio di riguardo: il Federalismo sta passando in Parlamento grazie anche all’atteggiamento del Pd.
Eppure il linguaggio del Senatur non è così cambiato in questi anni. E rimane efficace anche e soprattutto quando, come nel caso dell’emergenza migranti, riesce a mascherare sia alcune incertezze di Maroni rispetto alla prevista avanzata dell’invasione nordafricana sia un senso di bluff dietro quel "foeura di ball". Posto che migliaia di migranti, spessissimo senza documenti, invocano lo status di esule e perseguitato, e saranno sparpagliati nel resto d’Italia. Per mesi, a dir poco. Fra il dire e il fare…
(Da L’opinione della libertà, 1/4/2011).










