Linguaggi giovanili

Tendenze

E tu di che lingua sei: simlish, kligon o elfico?

I videogiochi dettano lo slang dei ragazzi. E nascono nuove canzoni

di Gloria Ciabattoni

Forse inorridiranno gli accademici della Crusca, insorgeranno i puristi della lingua italiana e il Manzoni se sapesse si rivolterebbe nella tomba, ma è inutile fingere di ignorare la rivoluzione che subisce il linguaggio giovanile. Lo affermano fonti autorevoli come quel team di psicologi, coordinati dalla dottoressa Serenella Salomoni, che ha collaborato a una ricerca del sito www.thesims.it di Electronic Arts. Che cosa hanno scoperto? Che i “teen” si inventano linguaggi tutti loro, e questa non sarebbe una novità. La cosa curiosa è che lo slang più diffuso è lo “simlish”, quello del videogioco “The Sims 2”. Seguono il “klingon” parlato nella serie televisiva Star Treck, e la lingua “elfica” dei personaggi de “Il Signore degli anelli”. Nato dalla fantasia di J.R.R. Tolkien più di mezzo secolo fa, l’elfico è un idioma fittizio, ma grammaticalmente e storicamente realistico e formato da diversi linguaggi e dialetti artificiali, fra i quali il quenya, parlato dagli Alti Elfi e il Sindarin, parlato dagli Elfi Grigi. Dopo la morte di Tolkien, lo studio dell’Elfico divenne molto popolare. A ciò si aggiungono i vocaboli tratti da canzoni per lo più rapper, in testa Eminem e 50Cent. Per trovare una lingua tutta loro i ragazzi non si risparmiano un certo impegno, almeno quelli che hanno tradotto la canzone “Run Away” dei Finley dall’inglese in simlish. La giovane band italiana, trionfatrice agli Mtv Music Europe Awards 2006, nella categoria Best Italian Act, si è recentemente conquistata il primo disco di platino con oltre 80mila copie vendute a poco più di sei mesi dall’uscita dell’album d’esordio “Tutto è possibile”, e ha realizzato in esclusiva per l’Italia la versione in “simlish” del suo singolo di successo affinché entrasse nella colonna sonora di “The Sims 2 Pets”, l’ultimo capitolo della serie dei videogame.

Quel 42 per cento degli intervistati che parla il “simlish” ha certamente una bella fantasia e una predisposizione linguistica notevole, infatti lo slang è un mix fantasioso di ucraino e tagalog, un dialetto delle Filippine, più influenze provenienti dalla lingua navajo e una certa ispirazione ai codici usati dai militari nella Seconda guerra mondiale.

Il 44% del campione intervistato (circa 1500 giovani tra i 15 e i 25 anni) dice di usare nuove terminologie che derivano da videogiochi, film e telefilm.

La lingua criptata serve: si copiano i compiti in classe, si inviano sms, si spediscono email, tutto con la certezza di non venire “intercettati”. La tecnologia (messaggini, computer, ecc.) ha un ruolo determinante in questo linguaggio, più scritto che verbale (lo parla solo il 7 per cento degli intervistati). Perché i giovani si sobbarcano tanta fatica? “Alla base, c’è sicuramente, il bisogno di incrementare il bisogno di appartenenza al gruppo” spiega la dottoressa Salomoni”. Chi ha passato gli “anta” è avvertito: passati i tempi in cui si sbirciava il diario del figlioletto, bisogna mettersi a studiare i videogiochi.

(Da La Nazione, 20/1/2006).

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