Politica e lingue

Lingua italiana nell’Europa del XXI secolo

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Italiano, Europa matrigna

Firenze: convegno alla Crusca per riflettere su lingua e politica

di Olga Mugnaini

La nostra lingua continua ad avere un grande “appeal” in tutto il mondo. E le tante persone che si iscrivono ai corsi d’italiano ne sono una dimostrazione. Lo stesso successo non è riscosso invece a livello istituzionale, specialmente a Bruxelles e a Strasburgo dove, se da un lato si proclama il sostegno al multilinguismo, dall’altro si fa poco o nulla per tutelare e promuovere questo patrimonio di tutti. Un esempio per tutti: i bandi di concorso sono sempre e solo in tre lingue, e cioè inglese, francese e tedesco. “L’italiano in Europa nel XXI secolo” non a caso è il titolo del convegno organizzato nell’ambito della quinta edizione di “Piazza delle lingue”, l’iniziativa dell’Accademia della Crusca che quest’anno si collega alle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia, in collaborazione con l’associazione Amici della Crusca…
E si comincia proprio dal convegno “L’italiano in Europa” che prende il titolo dalla celebre raccolta di saggi del filologo e storico della lingua Gianfranco Folena scomparso nel 1992. A quasi trent’anni dalla pubblicazione del volume “è questa l’occasione per applicare il fecondo insegnamento del maestro allo studio della contemporaneità – spiegano la presidente dell’Accademia Nicoletta Maraschio e Domenico de Martino, responsabile del progetto Piazza delle lingue – ponendo in evidenza le influenze dell’italiano in Europa nella narrativa e nella cucina, negli studi storici e nella musica, nella tecnica e nell’insegnamento delle lingue”.
Ci sarà modo di riflettere anche sulla mobilità dei giovani in Europa, , nell’ambito di attività di studio e di lavoro legate alle competenze linguistiche e letterarie, a cominciare dai corsi Erasmus ai dottorati internazionali: “Mobilità giovanile in Europa e multilinguismo” è infatti il convegno di venerdì a partire dalle 15: “Piazza delle lingue” è inoltre l’occasione per ricordare che l’Accademia della Crusca resta in attesa di una dotazione ordinaria di un milione di euro all’anno per portare avanti attività di ricerca, formazione, tutela e promozione del nostro italiano. A cominciare dai progetti di digitalizzazione di vocabolari e grammatiche, alla creazione di una banca dati sull’italiano contemporaneo: “Se il nucleo portante della nostra lingua è ancora quello trecentesco – afferma la presidente Maraschio – è anche vero che nel corso del Novecento l’italiano si è rinnovato almeno per un 50%, con l’introduzione di moltissimi neologismi”.
Oltre all’impegno della Regione Toscana che ha promesso un contributo di 200 mila euro, si spera che anche il ministero faccia ora la propria parte con un finanziamento alla Crusca di altri 800 mila.
“Aspettiamo che anche il Comune di Firenze dia il suo sostegno, dando così un riconoscimento al ruolo della nostra istituzione per il territorio – conclude la presidente dell’Accademia -. Speriamo quindi nei 20 mila euro promessi per il 22010 e nel rinnovo della convenzione per l’anno in corso”.
(Da La Nazione, 4/5/2011).

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