Lingua è potere

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Lingua è potere

Pubblicato da stefaniadelferraro il 11 gennaio 2011
in Opere

All’interno del periodico Limes, uno fra i più influenti e autorevoli luoghi di riflessione geopolitica in Europa, trova spazio il dibattito sull’influenza e sulle potenzialità dello strumento linguistico in relazione ai fenomeni politici e socio-culturali che caratterizzano la società contemporanea.

Il Quaderno speciale del numero 3/2010 dal titolo “Lingua è potere”, realizzato in collaborazione con la Società Dante Alighieri e disponibile nelle edicole e nelle librerie dal 31 dicembre 2010, raccoglie saggi e interviste delle più importanti figure di riferimento per la lingua e la cultura italiana ed europea corredati da carte illustrate, dati e tabelle.

La pubblicazione si compone di tre sezioni tematiche: nella prima, “Italiano/Italiani”, si riflette, proprio in seguito alla recente apertura delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, su quanto la convergenza linguistica del popolo italiano sia stata e continui a essere decisiva per la nostra identità e democrazia. Ma anche su come l’italiano si sia insediato tra le lingue straniere, fecondandole e veicolando un’immagine viva del nostro Paese: un patrimonio fondamentale che però non ha ancora visto sorgere, a differenza di quanto avviene nel resto del mondo, un “museo della lingua”.

La seconda parte, “La babele europea”, rivela che in alcuni Stati l’instabilità politica è spesso legata alle rivendicazioni geopolitiche delle minoranze linguistiche: nei Balcani il mosaico etnico della penisola si riflette nel suo intrico grammaticale e in Belgio le rivendicazioni dei gruppi linguistici hanno portato alla concessione di una crescente autonomia che oggi rischia di sfuggire di mano. Di notevole interesse il tema delle discriminazioni linguistiche dell’”altro”, della persona non autoctona, colui che viene da altrove: tutti gli idiomi dell’Unione Europea sono pieni di accezioni negative e stereotipi che colpiscono, purtroppo, anche gli italiani.

La terza parte, “Le lingue europee nel mondo”, illustra le strategie geo-linguistiche dei vari Paesi europei – dallo spagnolo al russo, dall’inglese al portoghese – e, naturalmente, i risultati delle diverse scelte politiche di promozione e diffusione nelle varie compagini statali, che si rivelano nel peso economico e politico di ognuna nello scacchiere mondiale.

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