LINGUA AUSILIARIA INTERNAZIONALE. Documento presentato dal Partito Radicale all’ECOSOC della Nazioni Unite.

LINGUA AUSILIARIA INTERNAZIONALE
Documento presentato dal Partito Radicale all’ECOSOC della Nazioni Unite.

1. II problema della comunicazione internazionale nel mondo contemporaneo assume un’importanza notevole in seno alle istituzioni internazionali, in modo particolare in seno alle Nazioni Unite, dove rappresentanti dei popoli del pianeta dibattono questioni molto delicate quali la pace e la sicurezza.
Il costo della traduzioni e delle interpretazioni nelle sei lingue ufficiali dell’Assemblea Generale (arabo, cinese, inglese, francese, russo, spagnolo) rappresenta tuttora un quinto del bilancio delle Nazioni Unite. Considerando l’esperienza dell’Unione Europea e delle sue istituzioni, dove questi costi raggiungono i due quinti dell’intero bilancio, si può facilmente immaginare di quanto aumenterebbero i costi per le Nazioni Unite nel caso in cui venissero adottate altre lingue, come potrebbe essere invocato riguardo ad alcune lingue sulla base del numero di persone o di paesi che le parlano (per esempio l’indi, il tedesco, l’italiano, il giapponese, il portoghese).
3. L’evidente impossibilità di adottare le lingue di tutti gli Stati membri impone un problema di equità e democrazia: nonostante il fatto che la maggior parte dei diplomatici e dei rappresentanti sappia esprimersi in una delle sei lingue ufficiali, sono comunque svantaggiati dal fatto che non essere madrelingua.
4. Le difficoltà di comunicazione raggiungono dimensioni ancora maggiori nel caso di organizzazioni non governative che, cercando una partecipazione vasta e di base alle proprie attività in favore delle Nazioni Unite e dei loro principi, si rivolgono ad un grande numero di persone non in grado di usare una lingua straniera, prive dell’ausilio di interpreti professionisti e sprovviste dei costosi mezzi necessari al superamento delle barriere linguistiche.
5. La soluzione a questo problema di comunicazione potrebbe essere l’adozione di una lingua ausiliaria neutra, non appartenente a nessuno in particolare, che permetta a tutti di esprimersi su una base democratica di uguali opportunità linguistiche.
6. La promozione di una lingua ausiliaria internazionale favorirebbe la conservazione dell’ecosistema culturale e linguistico mondiale, poiché la sua neutralità aiuterebbe le lingue minoritarie a non cedere il passo alle lingue dominanti.
7. Inoltre, la promozione di una lingua neutra non etnica potrebbe costituire un consolidamento dell’educazione alla pace e potrebbe rafforzare la cooperazione grazie al superamento dei problemi di comunicazione, ciò che consentirebbe la partecipazione al processo democratico anche a quanti si sentono talvolta esclusi dall’opinione pubblica dominante.
8. Questa lingua internazionale, largamente sperimentata in tutto il mondo per oltre un secolo, esiste già: l’Esperanto è parlato da milioni di persone, ha prodotto una vasta letteratura, e può essere impiegato per condurre qualsiasi tipo di attività rapidamente e con precisione.
9. L’Esperanto è facile da apprendere. Autorità accademiche hanno inoltre dimostrato che, in virtù delle sue proprietà didattiche, la conoscenza dell’Esperanto facilita l’apprendimento di altre lingue. L’Esperanto è la lingua dell’Accademia delle Scienze di San Marino.
10. Nel 1954 e nel 1985 l’Organizzazione Scientifica, Culturale e Educativa delle Nazioni Unite, ha adottato delle risoluzioni in favore della lingua ausiliaria internazionale Esperanto, e nel 1994 ha approvato uno stanziamento in favore di un progetto di comunicazione internazionale riguardante 105 scuole di 29 paesi del mondo.
11. L’adozione, da parte delle Nazioni Unite, di una lingua internazionale come l’Esperanto – in un primo momento come lingua complementare alle sei ufficiali per, via via, diventare la lingua d’uso per tutti i documenti, riservando la traduzione in altre lingue solo ad alcuni testi richiederebbe un investimento iniziale modesto rispetto ai successivi ingenti risparmi, significherebbe une crescita dell’efficienza e, ciò che è più importante, avrebbe come principale risultato l’equità.

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