L’inglese oggi. Quale lingua parliamo?‏

E' sempre la lingua dominante, ma in continua mutazione. Con varietà anche poco prestigiose

Verte sulla lingua inglese contemporanea l’articolo scelto come testo di attualità e tratto dal quotidiano britannico Independentdel 3 gennaio 2011. Il predominio culturale dell’inglese non è attualmente in dubbio, tanto che termini anglosassoni sono periodicamente banditi da altre lingue come forma di protezionismo lessicale. Ciononostante, il dubbio è che la superiorità del lessico inglese sia solo quantitativa e non qualitativa: si parla oggi di Globish (sincrasi di global e English) e di Lingua Franca English come esempi di varietà semplificate – e poco prestigiose – che favoriscono però la comunicazione tramite l’inglese fra parlanti non nativi. In realtà, non tutti i molti neologismi inglesi sopravvivranno a lungo termine, né metterli al bando manterrà «pure» le altre lingue; il cambiamento lessicale è piuttosto da accogliere con favore perché implica l’evoluzione di una lingua e, finché si evolve, una lingua è viva.

Attenzione alle otto domande di comprensione, perché sono molto dettagliate: meglio fornire risposte brevi e accurate piuttosto che perdersi in introduzioni e spiegazioni; banale ma sempre in agguato il rischio di confondere i due professori citati e ciò che sostengono. Nello scrivere il riassunto, occorre al contrario avere ben chiara l’argomentazione generale, che è da riportare in toto, mentre gli esempi e i dettagli andranno selezionati secondo il tempo e lo spazio. Ambiziosa invece la traccia della mini-composizione: difficile riassumere in un paragrafo di 300 parole le ragioni della diversità linguistica e della sua conservazione, e ancor più facendo riferimento all’Italia. Necessario avere chiaro innanzitutto che i riferimenti vanno fatti all’italiano e non all’inglese; suggerimento: limitarsi ad una varietà dialettale di propria conoscenza.

Paola Fleetwood e Kim Grego
(«English Matters», Milano)
23 giugno 2011

Corriere della Sera

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