Europa e oltre

L`ex cancelliere della Thatcher: «Fuori dalla Ue Londra ha tutto da guadagnare»

L`ex cancelliere della Thatcher: «Fuori dalla Ue Londra ha tutto da guadagnare»

Leonardo Malsano

LONDRA. «Quando i fatti cambiano io cambio idea…». Facendo sua la celeberrima battuta attribuita a John Maynard Keynes, Lord Lawson of Blaby, ovvero Nigel Lawson già Cancelliere di Margaret Thatcher, ha annunciato il suo voto favorevole all`uscita di Londra dall`Unione europea. Il pronunciamento con un lungo articolo sul Times di un peso massimo del partito conservatore quale continua ad essere Nigel Lawson, ha la forza di un diretto al mento del premier David Cameron. Il secondo in due giorni. Non s`era, infatti, ancora ripreso dal successo dell` eurofobo Ukip alle amministrative quando s`è scontrato con il prestigio di Lord Lawson capace di dare consistenza ideologica a un voto di protesta. Se la dinamica politica innescata dalle parole dell`ex Cancelliere è questa, l`argomentazione si regge su altre, inattese, considerazioni. Il mantra del mercato interno è stato ridotto in coriandoli. «Ho il forte sospetto che abbandonare il single market – ha scritto il collaboratore di Margaret Thatcher che ruppe con la signora premier da una posizione filo europeista paladino come si fece del meccanismo di cambio dello Sme – finirebbe per produrre ricadute economiche positive per il Regno Unito». L`idea dietro una tesi tanto etorodossa per il Tory party è che il «contesto rilevante oggi non è l`Europa, ma la globalizzazione e la liberalizzazione del commercio mondiale». Anzi le dinamiche interne all`Ue avrebbero finito per impigrire le imprese frenandone lo slancio verso le piazze cosiddette emergenti. Parole che devono essere echeggiate fra le mura della sala dove il ministro degli esteri Emma Bonino ha discusso con l`omologo inglese William Hague, in margine alla conferenza sulla Somalia, il completamento del mercato interno «che resta obiettivo condiviso – ha detto Emma Bonino – di Londra e Roma». Tutto da rifare per il controverso ex Cancelliere, lo stesso che da tempo inalbera una battaglia senza quartiere contro gli eccessi ecologisti contestando il riscaldamento del pianeta.
Tutto da rifare però perché la crisi dell`euro ha svelato la realtà dei fatti, ovvero la «volontà di creare un superstato europeo…un fine che certamente non è per noi». Che quello fosse l`obiettivo originario della fronda federalista europea è, per Nigel Lawson, un sospetto che diviene inevitabile certezza perchè «l`unico modo in cui l`unione monetaria può sopravvivere è in un quadro di piena integrazione politica». Tanto basta per bocciare la strategia di David Cameron. Secondo l`ex numero uno del Tesoro è destinato al fallimento ogni tentativo del premier di rinegoziare i termini di partecipazione all`Ue per poi sottoporre le nuove intese a referendum popolare. «La teologia dell`acquis communautaire, il principio secondo cui ogni potere ceduto non è più rimpatriabile è assoluta. E’ la roccia su cui si regge la costruzione europea», ha scritto. La conseguenza è quindi che Bruxelles non concederà mai a Londra nuove condizioni. «Ecco perché pur avendo votato sì al referendum del 1975, voterò no a quello del 2017». I fatti cambiano e lui cambia opinione, dunque. Con una postilla. «I benefici (del Brexit n.d.r.) saranno superiori ai costi», ha argomentato l`ex Cancelliere sottolineando che la City sarà messa in salvo dalla "furia regolatrice" dell`Ue.

Da Il Sole 24 Ore, 08.05.2013

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