lettera di E.Taddei

Paolo Gambi, Rinascimento poetico

Egregi signori,

ho letto su "Colors" di febbraio-marzo una nota che pubblicizza l’attivita’ del "Voluntary Service Overseas". L’articoletto esordisce con lo stupefacente slogan: "Contribuisci a cancellare le oltre 4000 lingue parlate nel mondo. Insegna l’inglese nei paesi in via di sviluppo".
C’e’ da credere che l’enunciazione possa essere una provocazione pubblicitaria nello stile di Oliviero Toscani, ma anche cosi’ non si puo’ non osservare che molti, invece, e fra loro anche esperti di sociologia e di sociolinguistica, ritengono che TUTTE le lingue parlate nel mondo dovrebbero essere protette e salvate: TUTTE, anche quelle africane, anche quelle delle minoranze amerinde, ecc. ecc.
E’ molto probabile che gli insegnanti di inglese del VSO siano dei benemeriti attivisti, convinti di svolgere un’opera altamente caritatevole, ma se invece – come puo’ anche sembrare – il loro agire contribuisse a rendere gli abitanti dei paesi in via di sviluppo sempre piu’ dipendenti dalla cultura dominante, dalla lingua dei ricchi, dall’"anglo-american way of life" e, in definitiva, dalle logiche che richiamano a sudditanze di tipo colonialistico, allora questa benemerenza diventerebbe assai discutibile. In Italia si dice "carita’ pelosa".
Spesso, comunque, anche l’enunciazione piu’ "strana" contiene un fondo di verita’. In questo caso la verita’ e’ che, l’uso cosi’ distorto della lingua inglese, quasi fosse una sorta di "superlingua", cioe’ di lingua padrona, contribuisce a "cancellare" le altre lingue. Dopotutto successe in Gran Bretagna con le lingue celtiche, parzialmente in India, Pakistan, Bangladesh con hindi, urdu, bengali, ecc. Se e’ questo che si vuole, cancellare le altre lingue e impoverire la cultura del mondo, forse l’inglese e’ proprio lo strumento giusto.
Probabilmente, pero’, si potrebbe impartire l’inglese (e magari anche un’altra lingua), ma anche imparare ed insegnare ad avere rispetto e considerazione per il patrimonio linguistico altrui.
Distinti saluti.

Edo Taddei
Piazza P. Vettori 5
IT-50143 FIRENZE (Italia)
email: <­e.taddei@agora.stm.it>

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