Lettera di Brigitte Laval a Cedric Prunier

Ho tradotto questa lettera, scritta da Brigitte Laval indirizzata a Cedric Prunier, Responsabile di un corso di Scienze Politiche in Francia, poichè potrebbe risultare un utile strumento di sensibilizzazione dei mezzi di informazione



Signore,

Sono venuta a conoscenza che nella facoltà ( Scienze Politiche) di cui Lei ne è responsabile, avete preso la libertà di favorire l’inglese.

Devo ricordarLe che la lingua della Repubblica è il francese? Quindi che tutti gli insegnamenti devono essere fatti in questa lingua, a meno che non si tratti di corsi specifici di lingue! Lei non rispetta, quindi, la lingua del Suo paese! Quale esempio offre ai giovani arrivati a questo livello di studi! Insegnare la storia francese in inglese non ha senso!Dobbiamo guardare il nostro passato con gli occhi dei britannici? Essi hanno la loro storia, certamente da rispettare, e noi abbiamo la nostra!

Ha letto il rapporto del Sig. François Grin dell’ottobre 2005? Lui denuncia la politica educativa che si dirige verso il “tutto all’inglese” costosa ed umiliante per la Francia. Inoltre, è anche vantaggiosa per la Gran Bretagna (18 miliardi di euro annuali a danno dell’UE).

E’ vero che stiamo subendo attualmente una dittatura della lingua inglese. Lei pensa che è nostro interesse favorirla e rinforzarla? Questa lingua non è neutra, non deve il suo ruolo che alla potenza degli Stati Uniti d’America del nord di cui ne è la lingua. Rappresenta uno strumento di potenza tra le loro mani, Le cito inoltre questo estratto dell’International Herald Tribune del 7 luglio 1992 “The use of English boots the political influence of the English-speaking countries in ways perhaps more than gross domestic product or military firepower.”(“L’uso dell’inglese rinforza l’influenza politica dei paesi anglofoni forse più del loro prodotto interno lordo o del loro potere militare”).

Penso che come insegnante Lei desideri il successo dei Suoi studenti, e di conseguenza ha pensato che offrendo loro un alto livello di inglese, darà loro maggiori possibilità di riuscita! E’ lodevole da parte Sua!

Purtroppo, i paesi che hanno favorito la lingua inglese si trovano in uno stato di diglossia, la loro lingua è divenuta folcloristica, senza interesse per gli altri popoli , neanche per quelli vicini. Il loro livello d’inglese anche se eccellente (penso agli svedesi) resta inferiore a quello degli anglofoni in quanto madrelingua. L’inglese, il quale si presenta con la cattiva reputazione di lingua facile, manifesta numerose difficoltà, numerosi idiomatismi, e per raggiungere un livello soddisfacente, coloro che non sono anglofoni, quindi anche i francesi, spendono sia denaro che tempo.

Inoltre, siamo a conoscenza di un altro problema attuale: l’ortografia disastrosa dei giovani diplomanti, anche brillanti, come quelli che arrivano da noi! Lei pensa che occupare una posizione professionale con un’ortografia disastrosa nella propria lingua madre possa dare una bella impressione? So che l’insegnamento dell’ortografia non rientra tra le materie d’insegnamento di Scienze Politiche o di qualsiasi altra facoltà, ma abbiamo un’urgenza!!!

Il ruolo di una scuola come la Sua è di formare dei rappresentanti degni del nostro paese, e quindi della nostra lingua che comprende più di 200 milioni di persone nel mondo (350 milioni se si contano coloro che l’apprendono come prima lingua o come seconda) ed una sessantina di paesi! La conoscenza di lingue straniere (insisto con il plurale) è importante, non si tratta di seguire l’esempio dei paesi anglofoni che promuovono il monolinguismo ! Dunque, sì ai corsi di lingua, inglese, tedesco (i nostri primi partner in economia) anche spagnolo ed italiano così vicini alla nostra lingua! Ma no ai corsi d’inglese come fossimo in un paese colonizzato! Non fate della nostra futura élite una colonia dell’impero britannico o degli Stati Uniti d’America del nord.

Ringraziandola per la Sua cortese attenzione, colgo l’occasione per porgerLe cordiali saluti.

Sig.ra Brigitte Laval

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1 commento

  • Ho tradotto questa lettera, scritta da Brigitte Laval indirizzata a Cedric Prunier, Responsabile di un corso di Scienze Politiche in Francia, poichè potrebbe risultare un utile strumento di sensibilizzazione dei mezzi di informazione

    Signore,

    Sono venuta a conoscenza che nella facoltà ( Scienze Politiche) di cui Lei ne è responsabile, avete preso la libertà di favorire l’inglese.

    Devo ricordarLe che la lingua della Repubblica è il francese? Quindi che tutti gli insegnamenti devono essere fatti in questa lingua, a meno che non si tratti di corsi specifici di lingue! Lei non rispetta, quindi, la lingua del Suo paese! Quale esempio offre ai giovani arrivati a questo livello di studi! Insegnare la storia francese in inglese non ha senso!Dobbiamo guardare il nostro passato con gli occhi dei britannici? Essi hanno la loro storia, certamente da rispettare, e noi abbiamo la nostra!

    Ha letto il rapporto del Sig. François Grin dell’ottobre 2005? Lui denuncia la politica educativa che si dirige verso il “tutto all’inglese” costosa ed umiliante per la Francia. Inoltre, è anche vantaggiosa per la Gran Bretagna (18 miliardi di euro annuali a danno dell’UE).

    E’ vero che stiamo subendo attualmente una dittatura della lingua inglese. Lei pensa che è nostro interesse favorirla e rinforzarla? Questa lingua non è neutra, non deve il suo ruolo che alla potenza degli Stati Uniti d’America del nord di cui ne è la lingua. Rappresenta uno strumento di potenza tra le loro mani, Le cito inoltre questo estratto dell’International Herald Tribune del 7 luglio 1992 “The use of English boots the political influence of the English-speaking countries in ways perhaps more than gross domestic product or military firepower.”(“L’uso dell’inglese rinforza l’influenza politica dei paesi anglofoni forse più del loro prodotto interno lordo o del loro potere militare”).

    Penso che come insegnante Lei desideri il successo dei Suoi studenti, e di conseguenza ha pensato che offrendo loro un alto livello di inglese, darà loro maggiori possibilità di riuscita! E’ lodevole da parte Sua!

    Purtroppo, i paesi che hanno favorito la lingua inglese si trovano in uno stato di diglossia, la loro lingua è divenuta folcloristica, senza interesse per gli altri popoli , neanche per quelli vicini. Il loro livello d’inglese anche se eccellente (penso agli svedesi) resta inferiore a quello degli anglofoni in quanto madrelingua. L’inglese, il quale si presenta con la cattiva reputazione di lingua facile, manifesta numerose difficoltà, numerosi idiomatismi, e per raggiungere un livello soddisfacente, coloro che non sono anglofoni, quindi anche i francesi, spendono sia denaro che tempo.

    Inoltre, siamo a conoscenza di un altro problema attuale: l’ortografia disastrosa dei giovani diplomanti, anche brillanti, come quelli che arrivano da noi! Lei pensa che occupare una posizione professionale con un’ortografia disastrosa nella propria lingua madre possa dare una bella impressione? So che l’insegnamento dell’ortografia non rientra tra le materie d’insegnamento di Scienze Politiche o di qualsiasi altra facoltà, ma abbiamo un’urgenza!!!

    Il ruolo di una scuola come la Sua è di formare dei rappresentanti degni del nostro paese, e quindi della nostra lingua che comprende più di 200 milioni di persone nel mondo (350 milioni se si contano coloro che l’apprendono come prima lingua o come seconda) ed una sessantina di paesi! La conoscenza di lingue straniere (insisto con il plurale) è importante, non si tratta di seguire l’esempio dei paesi anglofoni che promuovono il monolinguismo ! Dunque, sì ai corsi di lingua, inglese, tedesco (i nostri primi partner in economia) anche spagnolo ed italiano così vicini alla nostra lingua! Ma no ai corsi d’inglese come fossimo in un paese colonizzato! Non fate della nostra futura élite una colonia dell’impero britannico o degli Stati Uniti d’America del nord.

    Ringraziandola per la Sua cortese attenzione, colgo l’occasione per porgerLe cordiali saluti.

    Sig.ra Brigitte Laval

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