Lettera al direttore di L’Esperanto

Lettera al direttore di "L’Esperanto" rivista della Federazione Esperantista Italiana
Roma 28 settembre 1996

Caro Direttore!

Dopo averlo presentato per la seconda volta, finalmente la Comunità europea ha approvato il nostro progetto pilota di informazione su "I costi della (non) comunicazione linguistica in Europa" (la firma della Convenzione è formalmente avvenuta il 24 giugno) per una cifra di 170 milioni e con un contributo dell’unione per circa la metà.
Erano decenni che gli esperantisti cercavano di farsi approvare un qualche progetto dalle Istituzioni europee. Noi – così come presso l’Unesco nel 1994 e presso il Ministero della Pubblica Istruzione italiano a luglio ’96 – ci siamo riusciti.
Ora però, se entro il 31 dicembre 1996 l’ERA non avrà almeno 850 iscritti e soci a quota italiana attuale (L. 100.000) o risorse economiche equivalenti,cioè 85 milioni, il pari contributo approvatoci dalla Comunità Europea sarà perso o, comunque brutalmente ridimensionato e, in tal caso, ritengo che a perdere non sarà solo l’ERA bensì l’intero movimento esperantista.

Il progetto approvato mira a produrre, con l’ausilio di un gruppo di esperti diretti dal Premio Nobel 1994 per l’Economia Prof. Reinhard SELTEN, un saggio di carattere economico che dimostrerà, al di là dei costi già altissimi della non comunicazione nelle istituzioni europee, quanto l’assenza di una lingua federale europea inibisca la crescita delle piccole e medie imprese europee, quanto impedisca la mobilità del lavoro europeo, quanto, impedisca lo sviluppo dell’Unione europea.
Non è poco: nel 2005 le due americhe realizzeranno il loro "mercato unico", un mercato con risorse naturali, umane ed economiche spaventosamente grandi rispetto a quelle dell’Unione europea, un mercato sostanzialmente quadrilingue anzi, se pensiamo alla localizzata estensione del francese e del portoghese, praticamente inglese-spagnolo soltanto.
Lo scenario è chiarissimo: se l’Europa non assicurerà la reale comunicazione linguistica tra i cittadini europei il declino, se non la morte, dell’Unione europea appare segnato. Il grido allora sarà "si salvi chi può", lo stesso che sta ponendo in atto Bossi in questo momento in Italia, ci sarà la piena ripresa nazionalistica del caso, la quale avrà ottimo gioco nel fatto che se è vero, come è vero, che quantomento a Nord e a Sud dell’Italia si parla la stessa lingua, in Europa da un momento all’altro ciscuno di noi può divenire "LO STRANIERO".
Perciò è importante che le forze economiche europee, gli eurocittadini sappiano!
Ma il nostro Progetto pilota dovrebbe anche costituire la più grande campagna di informazione mai avvenuta fino ad ora sull’esperanto attraverso la spedizione di un depliant ad hoc a 100.000 soggetti.

Di fronte a successo e prospettiva simili credo sia importante che il movimento, che ciascuno esperantista possa dire un giorno – così come sentiamo dire relativamente ai grandi avvenimenti – : ABBIAMO/HO CONTRIBUITO A REALIZZARLI.
Allora , obiettivo principale è quello di raggiungere quota-salvezza progetto europeo. Come?
Ecco alcuni modi:
– dando un contributo unico di 85 milioni;
– divenendo uno dei 70 Soci-Sostenitori necessari – questa figura, alla quale spetterà una speciale Tessera associativa con, su una facciata, la foto o il logo della persona, impresa, istituzione o associazione che lo diviene, è stata introdotta dal V Congresso e versa all’ERA quota pari al 4% del PIL (anche rateizzabili), per quest’anno pari a 1.240.000 lire – ;
– iscrivendosi (la quota è di L. 100.000) e impegnandosi a raccogliere almeno altre tre iscrizioni, anticipando subito la quota di 400.000 lire spedendoci in seguito i relativi nominativi;
– prenotando subito, al costo di 25.000 lire e senza aggiunte di spese postali, il libro che raccoglie le relazioni della Commissione presieduta dal premio Nobel Reinhard Selten, riguardo I costi della (non) comunicazione linguistica in Europa (dopo il solo il costo del Saggio sarà di 30.000 lire).

Le modalita’ di versamento sono sempre le stesse: o VAGLIA intestato a "Esperanto" Radikala Asocio, Via Torre Argentina 76, Roma 00186; o CONTO CORRENTE POSTALE al numero 60397007 sempre con la suindicata intestazione, o CARTA DI CREDITO telefonando allo 06-689791. Specificando sempre nella causale che si tratta di contributo per il Progetto CE. La FEI e ciascuno dei suoi associati potranno seguire in diretta l’andamento del progetto CE e dell’arrivo dei contributi ogni lunedì, alle 14,30 su Radio Radicale.

Qualcuno ricorderà che nel 1993, la FEI (vedi verbale del Comitato esecutivo in "l’esperanto" della FEI, 9/1993, assente giustificato Formizzi), a proposito delle importanti iniziative radicali si era impegnata ad aprire una sottoscrizione in tal senso tra i suoi iscritti, posponendola a quella per il dizionario. Da allora sono passati 3 anni: il vocabolario è stato con successo pubblicato, ma della sottoscrizione su cui la Fei si era impegnata con delibera formale, nemmeno l’ombra.
Speriamo ora, di fronte a tale importante emergenza, che, senza poco utili impegni formali della Fei – con Formizzi non solo presente ma addirittura presidente e con un’altra storica dirigente esperantista avversaria dell’operatività radicale, Michela Lipari, ai vertici della dirigenza del movimento esperantista internazionale – la risposta della intelligenza degli esperantisti, in quanto e soltanto esperantisti, non si faccia attendere e che, TUTTI E INSIEME, si vinca.

Questo messaggio è stato modificato da: Info_LI, 22 Apr 2004 – 21:16 [addsig]

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