L’esperanto sulla lista gasparini

Paolo Gambi, Rinascimento poetico

Radicali.it: l’esperanto sul forum lista gasparini
(pro elezione presidente Commissione UE)

Luigi Fraccaroli

(23 November 2000 8:27)
Vorrei che la lista sostenesse la politica linguistica perseguita dalla "Esperanto" Radikala Asocio (ERA) per l’adozione della lingua neutrale internazionale Esperanto nei rapporti tra gli Stati dell’Unione Europea.

Flavio Avy Candeli

(24 November 2000 12:7)
L’esperanto non ha funzionato, rassegniamoci. Come potremmo ancora pretendere che tutti coloro che oggi parlano l’inglese si mettano a imparare una nuova lingua, solo perchè‚ risponde ad un nostro ideale? Meglio concentrare gli sforzi su una sola lingua, la più diffusa non solo nel mondo ma anche nella musica, nel cinema e su internet.

Emanuele Soldinger

(24 November 2000 0:29)
MI OPPONGO.
L’esperanto è una tavanata galattica. Mi stupisco che attiri le simpatie di alcuni radicali.
Oltre ad essere una ‘lingua’ (?!?) orribile, non lo conosce nessuno, e non lo studierebbe nessuno.
La lingua internazionale esiste, si chiama inglese, e all’inglese si associano altre lingue europee importanti –
soprattutto francese e tedesco. Perchè, invece, non si promuove l’apprendimento EFFETTIVO
dell’inglese e di almeno un’altra lingua comunitaria PER TUTTI gli italiani, che di solito le lingue le
‘masticano’ assai male ? Perchè i giovani tedeschi o francesi – per non parlare degli olandesi, che
sanno tutti SUL SERIO almeno due altre lingue comunitarie – parlano davvero in inglese, mentre
gli italiani che ‘parlano’ inglese ( quasi sempre ) fanno pena ?

PS :
Se lo fanno gli svizzeri, perchè gli italiani no ? Che sso ppiù zzucconi delli suisseri ?
Avy Candeli
Candidato della Lista Radicali 3000, Antiproibizionisti sulla scienza, sulla droga, su tutto.
Michele Boselli

(27 November 2000 11:54)
Premesso che non sono candidato ne portavoce di questa lista (che peroò ho sostenuto e voterò), vorrei spezzare una lancia per l’esperanto.
Sostiene Maria Brambilla che l’esperanto è come la Fiat Multipla: "intelligente, funzionale e spaventosamente brutta" e perciò non lo parla più
gente di quanta guidi una Multipla. E’ vero, l’esperanto suona buffo o talvolta perfino tristanzuolo e non ha la minima possibilità di soppiantare l’inglese come lingua internazionale. Io parlo (bene) inglese ma non esperanto, perchè non mi serve.
Penso però che di queste obiezioni piuttosto banali i radicali esperantisti siano perfettamente consapevoli e non propongano semplicemente di soppiantare per decreto l’inglese con l’esperanto in nome di un principio di "giustizia linguistica" peraltro validissimo: chi parla l’inglese di madrelingua sarà sempre avvantaggiato e quindi paesi come l’Olanda o i nordici si rassegnano ad abbandonare le loro lingue e la ricchezza di diversità culturale che queste rappresentano. Mi pare piuttosto che l’ERA ("Esperanto" Radicala Asocio) sostenga l’introduzione dell’insegnamento dell’esperanto nella scuola primaria come metodo di migliore apprendimento delle lingue quale scientificamente dimostrato da serie istituzioni accademiche. Cioè linguisti e pedagoghi hanno appurato che la conoscenza dell’esperanto permette il migliore e più rapido apprendimento di altre lingue. Compreso l’inglese!
E’ questo un approccio che permetterebbe alle generazioni future di parlare meglio le lingue dell’Unione e di parlarne di più: secondo me, non soltanto nelle nostre teste c’è abbastanza spazio per tante lingue, ma più se ne sanno e più diventa facile impararne altre, col risultato di sapere apprezzare in modo meno superficiale le culture degli altri popoli europei e tutte le altre belle cose che ne conseguono. E’ un approccio molto pragmatico, che non è in contrapposizione all’utilissimo inglese ma anzi è meno fanatico rispetto a tutti quei salami (soprattutto dirigenti d’azienda e mezzibusti televisivi) che si rendono ridicoli riempiendosi la bocca di termini inglesi orribilmente storpiati nella pronuncia, e così mostrando spesso di non sapere neppure l’italiano.
Infine non dobbiamo dimenticare che il leader carismatico dei radicali esperantisti, l’architetto Giorgio Pagano, "nasce" politicamente come federalista europeo e tale è rimasto fino ad oggi. Per quanto ne sappia, nella sua visione e in quella dell’ERA l’esperanto non è che uno degli strumenti per il rafforzamento politico e l’allargamento geografico del’Unione. Perciò sono certo che tra le varie liste presenti alle elezioni on-line questa per l’elezione diretta del presidente dell’Unione sarebbe quella che più si avvicinerebbe al programma perseguito dai compagni esperantisti, e pertanto manderò questo intervento anche a Pagano per sollecitarlo a rendere pubblico il suo sostegno!

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