L’esperanto al centro di un incontro su Luciano Bianciardi traduttore

Giovedì 3 giugno in Sala Consiliare un convegno del gruppo esperantista e della Fondazione Bianciardi prende spunto dal libro del creatore della lingua universale per analizzare il tema della traduzione letteraria. Presenti Laura Brazzabeni, Massimiliano Marcucci, Giovanni Zanaboni.

“Nessuno può risentire quanto un ebreo del ghetto della maledizione della divisione fra gli uomini”. In questa frase di Zamenhof, riportata nel libro “Via Zamenhof – creatore dell’esperanto”, sta la chiave di volta dell’appuntamento che il Gruppo Esperantista Grossetano “La grifo” e Luciano Bianciardi hanno organizzato per giovedì 3 giugno presso la Sala Consiliare del Comune di Grosseto in piazza Duomo dal titolo “Da Zamenhof a Bianciardi: tradurre per conoscere”.
L’incontro letterario (“literatura renkontiĝo”, in esperanto) prende spunto dalla presentazione del libro di Zamenhof nel quale si parla delle persecuzioni naziste nel ghetto di Varsavia, per riportare con le memorie del nipote dell’ideatore della lingua universale l’accento sulle problematiche legate alla incomprensione e incomunicabilità tra popoli e persone. Da qui l’idea di una lingua ausiliare per la comunicazione internazionale che, dai primi passi del lontano 1887, si propone ancora oggi come soluzione semplice e democratica alla tutela delle identità nazionali. All’appuntamento saranno presenti il segretario generale nazionale della Federazione Esperantista Italiana (FEI) Laura Brazzabeni, oltre a Massimiliano Marcucci, Direttore del Comitato Scientifico della Fondazione Luciano Bianciardi, chiamato ad analizzare la questione delle traduzioni di Bianciardi, attività che gli consentì di sbarcare il lunario “voltando in italiano” i testi americani e non solo, e che poi fece il percorso a ritroso, facendo sì che le opere dello scrittore grossetano venissero tradotte in molte lingue. Per finire sarà la volta di Nicola Minnaja (consigliere dell’Istituto Italiano di Esperanto) che parlerà della trilogia bianciardiana (“Il lavoro culturale”, “ L’integrazione” e “La vita agra”) e di altre opere “maremmane” (testi di Fucini, Carducci, Pratesi, ecc.) recentemente tradotte, in buona parte a cura del “maremmanissimo” Pier Vittorio Orlandini in esperanto. I lavori, coordinati dal Presidente del Gruppo Esperantista Grossetano Giovanni Zanaboni.
http://web.comune.grosseto.it/comune/in … &tx_ttnews[tt_news]=2671&cHash=fc70a48c3f

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