L’ERA unica organizzazione ufficiale italiana nella raccolta di 1.000.000 di firme contro TTIP e CETA.

 

 

 

L’ERA unica organizzazione ufficiale italiana nella raccolta di 1.000.000 di firme contro TTIP e CETA.

L’Associazione Radicale Esperanto è l’unica organizzazione italiana che, insieme a centinaia di altre in Europa, sta raccogliendo 1 milione di firme per fermare gli accordi presi sottobanco da Stati Uniti, Unione Europea e Canada e che terranno i nostri servizi pubblici ostaggio delle grandi multinazionali.
L’appello, rigorosamente in italiano – oggi, considerata l’occupazione linguistica inglese in atto in Italia, è bene non darlo per scontato – è sottoscrivibile sul sito tripla w.eraonlus.org

Se vogliamo il servizio sanitario gestito nell’interesse pubblico, se vogliamo proteggere il futuro del nostro ambiente, se vogliamo fermare la prevista perdita di un milione di posti di lavoro, se vogliamo proteggere i prodotti delle nostre tradizioni culinarie e la nostra industria alimentare da organismi geneticamente modificati o da prodotti chimici nocivi, dobbiamo renderci conto che questi e altri settori saranno colpiti dal TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership – Partenariato Transatlantico del commercio e degli investimenti) e dal CETA (Comprehensive Economic and Trade Agreement – Accordo economico e commerciale globale).

Accordi commerciali preparati in modo occulto proprio con il principale paese dedito allo spionaggio e all’imbroglio con gli alleati europei, e con l’altro paese coinvolto, il Canada che, insieme a Regno Unito, Nuova Zelanda e Australia, costituiscono i Five Eyes, il sistema di spionaggio anglofono globale con l’NSA alla guida, costituiscono dei veri e propri cavalli di Troia che metteranno in ginocchio il sistema di solidarietà europeo. 

È altresì sempre più chiara, ora, la vera motivazione che spingeva Obama nel costringere in ogni modo l’Europa a sempre maggiori sanzioni economiche contro la Russia, un mercato con un paese confinante con un numero di abitanti uguale a quello statunitense ma con maggiori materie prime. Non era la questione della democrazia in Ucraina bensì quella di isolare l’Europa via terra per costringerla ad una unica via d’uscita, la loro.

Lori Wallach, dell’Osservatorio sul Commercio Globale di Public Citizen, organizzazione che per statuto non accetta finanziamenti da lobby o da governi, ha pubblicamente detto «Conosco molti di questi lobbisti. Li ho sentiti dire: ‘È fantastico che la crisi picchi duro i paesi europei, sono disperati. Hanno un tale bisogno di crescita che accettano condizioni che non avrebbero mai accettato nel 1998, nel 2000 o nel 2005’».

Sono oltre  700.000 finora le persone che hanno sottoscritto l’appello, dobbiamo arrivare ad un milione al più presto: www.eraonlus.org

 

 

 

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