L’equo processo europeo passa dal multilinguismo

L’equo processo europeo passa dal multilinguismo

12 ottobre 2010

I ministri della Giustizia dell’Unione europea hanno approvato una legge a tutela del diritto alla traduzione e all’interpretazione nei procedimenti penali. Commissione e Parlamento europeo l’avevano a loro volta già approvata nel corso dell’anno (IP/10/746). È il primo provvedimento in assoluto dell’Unione che stabilisce norme minime comuni per i diritti della difesa nei procedimenti penali. La nuova legge garantisce all’indagato il diritto all’interpretazione nella propria lingua, dinanzi a tutti i giudici dell’Unione e in ogni fase del procedimento penale, anche nei contatti con il proprio legale. Questo primo passo verso un processo equo per tutti nell’intera UE era atteso da molto. Per giunta, questa è la prima di una serie di misure volte a stabilire norme europee comuni nei procedimenti penali. Gli Stati membri hanno ora tre anni per recepirla nei rispettivi ordinamenti nazionali.

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