Le menzogne sui tagli ai traduttori UE

Gli Italiani, i politici, gli intellettuali, le associazioni come l’ANILS o l’Accademia della Crusca, lo stesso Governo devono rendersi conto che le conseguenze delle decisioni prese dall’attuale Commissione sono al momento del tutto incalcolabili e non si limitano a una riduzione degli effettivi nel settore della Traduzione che è comunque una cosa, di per sé, già molto grave perché significa che la massa dei cittadini Italiani ( 60 Milioni e più) che si rivolge alla Commissione per informazioni di vario tipo sarà servita con lo stesso numero di traduttori dei 300.000 Maltesi.

La Commissione ha fatto una riunione per dire ai giornalisti che lo stesso numero di traduttori per tutti i Paesi “minori”, dei quali l’Italia fa parte, dopo le decisioni prese dall’attuale Commissione, in materia di lingue, è giustificato dal fatto che itraduttori devono tradurre la legislazione e che la legislazione è la stessa per tutti i Paesi, grandi e piccoli, ma questa è una grande falsità, che mostra chiaramente il degrado dei servizi della Commissione che mai, in altre epoche, si sarebbero permessi di ingannare i giornalisti e manipolare in tal modo la realtà.

I servizi di Traduzione della Commissione Europea non servono unicamente a tradurre la legislazione ma anche tutta la massa di lettere e documenti proveniente dai cittadini, dalle imprese, dalle istituzioni degli Stati Membri che, per un’infinità di ragioni, interagiscono con la Commissione. Ridurre la funzione dei traduttori a tradurre unicamente la legislazione significa tagliare fuori dal dialogo con la Commissione non solo la massa dei cittadini europei ma addirittura le istituzioni degli Stati Membri ed è in totale infrazione con la lettera e lo spirito dei Trattati.

Non capisco come un’intero Paese con tutta la sua classe politica, i giornalisti, gli intellettuali, possa farsi prendere in giro in questo modo da un manipolo di banditi che ha preso in mano le redini della Commissione e, in particolare, quelle della questione linguistica. Ciò si può spegare solo prendendo coscienza del fatto che l’Italia, dalla fine della seconda guerra mondiale, è un Paese sotto influenza che non ha mai più ritrovato la sua sovranità.

Anna Maria Campogrande

Questo messaggio è stato modificato da: Michele.Gazzola, 10 Dic 2005 – 12:47 [addsig]

Lascia un commento

0:00
0:00