Le abbreviazioni sono uno stimolo

“Ma le abbreviazioni sono uno stimolo”

di Alessia Rastelli

«Fanno bene le università a organizzare corsi di scrittura, ma non prendiamocela con i messaggini». Non ha dubbi Francesco Sabatini, presidente dell’ Accademia della Crusca e autore, insieme con Vittorio Coletti, di un dizionario della lingua italiana aggiornato al 2006. Professor Sabatini, l’italiano delle matricole è peggiorato a causa degli sms? «Assolutamente no. Certo, l’uso della lingua da parte dei ragazzi che arrivano all’università è troppo approssimativo, ma non è colpa degli sms. Che, anzi, hanno prodotto effetti positivi». Quali? «Innanzitutto il messaggino ha rappresentato una spinta a scrivere e ha stimolato capacità nuove come quella di esprimersi in maniera veloce e sintetica, cercando, ad esempio, il sinonimo più breve e meno ambiguo». Eppure secondo i «puristi» proprio le abbreviazioni hanno corrotto la scrittura… «Le abbreviazioni esistono da secoli. Basta pensare ai manoscritti medievali che, proprio con questo sistema, hanno conservato testi densissimi di sapere. Usare sigle e faccine perciò non è un problema, ma lo diventa se è l’unica forma di scrittura che i ragazzi conoscono. È fondamentale, infatti, che si sappiano esprimere anche con strutture lessicalmente e sintatticamente più complesse, per dare spazio argomentazione e alla riflessione». Come evitare l’impoverimento linguistico? «Di sicuro non dobbiamo prendercela con il cellulare o con internet, strumenti indispensabili per la comunicazione. Piuttosto, bisogna ripartire dalla scuola e dall’ università: gli atenei non hanno formato docenti con le competenze tecniche necessarie a insegnare la lingua, così i ragazzi che escono dalle superiori la usano in modo approssimativo». D’ accordo con l’ Università dell’ Insubria, allora? «Certo, già quindici anni fa, a Roma Tre, ho promosso corsi come quello lombardo. Anche se un po’ in ritardo, è bene che le università corrano ai ripari tentando di recuperare le abilità linguistiche degli studenti».

(Dal Corriere della Sera, 19/8/2006).

[addsig]

1 commento

  • “Ma le abbreviazioni sono uno stimolo”

    di Alessia Rastelli

    «Fanno bene le università a organizzare corsi di scrittura, ma non prendiamocela con i messaggini». Non ha dubbi Francesco Sabatini, presidente dell’ Accademia della Crusca e autore, insieme con Vittorio Coletti, di un dizionario della lingua italiana aggiornato al 2006. Professor Sabatini, l’italiano delle matricole è peggiorato a causa degli sms? «Assolutamente no. Certo, l’uso della lingua da parte dei ragazzi che arrivano all’università è troppo approssimativo, ma non è colpa degli sms. Che, anzi, hanno prodotto effetti positivi». Quali? «Innanzitutto il messaggino ha rappresentato una spinta a scrivere e ha stimolato capacità nuove come quella di esprimersi in maniera veloce e sintetica, cercando, ad esempio, il sinonimo più breve e meno ambiguo». Eppure secondo i «puristi» proprio le abbreviazioni hanno corrotto la scrittura… «Le abbreviazioni esistono da secoli. Basta pensare ai manoscritti medievali che, proprio con questo sistema, hanno conservato testi densissimi di sapere. Usare sigle e faccine perciò non è un problema, ma lo diventa se è l’unica forma di scrittura che i ragazzi conoscono. È fondamentale, infatti, che si sappiano esprimere anche con strutture lessicalmente e sintatticamente più complesse, per dare spazio argomentazione e alla riflessione». Come evitare l’impoverimento linguistico? «Di sicuro non dobbiamo prendercela con il cellulare o con internet, strumenti indispensabili per la comunicazione. Piuttosto, bisogna ripartire dalla scuola e dall’ università: gli atenei non hanno formato docenti con le competenze tecniche necessarie a insegnare la lingua, così i ragazzi che escono dalle superiori la usano in modo approssimativo». D’ accordo con l’ Università dell’ Insubria, allora? «Certo, già quindici anni fa, a Roma Tre, ho promosso corsi come quello lombardo. Anche se un po’ in ritardo, è bene che le università corrano ai ripari tentando di recuperare le abilità linguistiche degli studenti».

    (Dal Corriere della Sera, 19/8/2006).

    [addsig]

Lascia un commento

0:00
0:00