Politica e lingue

La videoconferenza e il caos immigrati

Corriere della Sera, pag. 2:

Massimo Franco

La videoconferenza e il caos immigrati
L`Italia resta da sola

La riunione straordinaria del Consiglio dei ministri di domani è la fotografia fedele di un governo investito dall`emergenza dell`immigrazione; e costretto a prevedere misure che sperava di non dover prendere.
Si può anche criticare il Viminale di imprevidenza, come fa l`opposizione, di fronte alle ondate di clandestini che si riversano sull`isola di Lampedusa. Ma la solitudine dell`Italia rispetto al resto dell`Europa è palpabile. L`ultima conferma è arrivata ieri sera con la videoconferenza dei leader di Germania, Francia e Gran Bretagna insieme col presidente Usa, Barack Obama: l`ufficializzazione della marginalità italiana sulla questione libica, e la smentita bruciante di un asse italotedesco.
Al governo di Roma rimane soltanto il costo crescente della missione: gli sbarchi a ripetizione,e le tensioni sociali. Il tema diventa quello di evitare proteste clamorose della popolazione di Lampedusa, già in incubazione; distribuire il carico degli immigrati nelle regioni; e rimandare dall`altra parte del Mediterraneo le barche cariche di disperati: se non altro per ricevere l`attenzione dell`Europa. Il governo italiano sta maturando la convinzione che oltre confine l`emergenza lasci indifferenti.
In più, cresce la consapevolezza che svuotare una Lampedusa al collasso e attuare la politica dei respingimenti non basterà. II Consiglio dei ministri di domani cercherà di valutarese e come funzioni l`accordo con la Tunisia per limitare le partenze dal Nord Africa; e accelererà lo smistamento dei clandestini oggi a Lampedusa. Si parla di tredici possibili soluzioni. Il Viminale spera di creare nuovi centri in Campania, Liguria, Veneto, Toscana: operazione osteggiata dagli enti locali che temono scelte definitive, con il voto amministrativo alle porte.
È miope e perfino pericoloso ricorrere a quelle che il presidente della Repubblica ha definito ieri all`Onu «soluzioni sbrigative». Giorgio Napolitano ha difeso l`intervento contro Gheddafi e ricordato che l`Italia per anni ha «esportato» e non accolto immigrati. Ma appare impossibile risolvere il problema senza un coordinamento europeo; e senza un piano di aiuti ai Paesi del Maghreb, che scoraggi l`esodo. «E’ un`illusione piantonare le coste di un continente intero», ha spiegato ieri il capo dei vescovi, cardinale Angelo Bagnasco. «Oltre che dell`apporto generoso delle regioni d`Italia, c`è bisogno dell`Ue».
In realtà, lo scontro fra il ministro dell`Interno, Roberto Maroni e il governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo, dice che la generosità regionale è in bilico. L`ipotesi di «tendopoli in Val Padana» si aggiunge allo scontento del governatore della Puglia, Nichi Vendola, per quella creata a Manduria. L`esigenza di distinguere fra profughi da tenere e clandestini da rimpatriare è facile solo sulla carta. E l`emergenza di Lampedusa viene bollata dalle opposizioni come «uno spot elettorale della Lega». Eppure, Maroni e il leader lumbard Umberto Bossi, ieri sera a Milano a parlare di immigrati, confermavano solo la sensazione della drammatica impotenza italiana.

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