La Ue: conti pubblici e lavoro punti deboli in Italia

25/01/2005, Il Messaggero, pag. 18

Due rapporti di Bruxelles

La Ue: conti pubblici e lavoro punti deboli in Italia


Sono ancora lontani gli “obiettivi di Lisbona”. Critiche anche a Germania, Grecia e Austria.

BRUXELLES- E' di nuovo tempo di pagelle con brutti voti. Tutt'altro che positivo risulta infalti, perl'Italia, il bilancio che due rapporti della Commissione europea tracciano in materia di conti pubblici, produttività e flessibilità sui mercato del lavoro. Mentre i progressi realizzati, negli ultimi due anni su questi temi, da Belgio, Olanda, Irlanda e Danimarca vengono giudicati «soddisfacenti»,quelliadoperadi Italia, Germania, Grecia, Austria e Lussemhurgo e Svezia sono definiti «limitati». In particolare, i nostri conti pubblici, come quelli di altri tre Paesi, si sono «ulteriormente deteriorati» nel 2003 e 2004.
Pur riconoscendo che nell'Europa a 25 sono stati fatti dei «passi avanti» nel miglioramento del clima pro-business, nella semplificazione enel rafforzamento delle procedure per assicurare la concorrenza tra le aziende e nelle riforme del mercato del lavoro, gli esperti Ue denunciano i ritardi e le carenze nell'avvio di una nuova fase di crescita trainata dalle tecnologie informatiche e dalla integrazione del mercato interno ed avvertono che proseguendo col ritmo attuale. «non sarà possibile realizzare gli obiettivi di Lisbona». Ma i rapporti sui “Gope”, i grandi orientamenti di politica economica_ che.loaquin Almunia presenterà domani all'approvazione del -collegio”, chiamano in causa particolarmente l'Italia. «dove ci si deve preoccupare per la varietà crescente di contratti di lavoro che rischia di aumentare la segmentazione già pronunciata del mercato del lavoro», e per una produttività oraria diventata «negativa» per via degli scarsi investimenti e dell'insufficiente orientamento verso i settori-chiave dell'economia.
Se le cose vanno meglio nella lotta all'emersione del lavoro nero. dove si registrano i «primi progressi»,e grazie alla riforma pensionistica, sulla quale gli italiani manfestano «un elevalo grado di fiducia», la situazione dei conti pubblici continua a deteriorarsi in Italia, Germania, Francia Grecia e Austria. Un'analisi, quest'ultima, che non sembra condividere Axel Weber, il presidente della Bundesbank, che ieri si è detto convinto che «quest'annoGernaaniae Francia potranno contenere il deficit sotto il 3% del Pil». Per la verità, gli importanti segnali di ripresa elle vengono dalla Germania confortano il cauto ottimismo dei responsabili Uc. Tuttavia, il presidente della Commissione europea, Josè Manuer Durao Barroso, che sta mettendo a punto il programma di lavoro per i prossimi 5 che egli illustrerà domani all'Europarlamento, la registra con cautela. «La sfida più urgente- si legge nel documento-restano la mancanza di una erescita economica adeguata e la creazione di posti di lavoro». Quanto al Patto di stabilità, «dovrà essere migliorato, rendendolo più stringente nei momenti di sviluppo economico e più flessibile nelle fasi di rallentamento congiunturale e tenendo conto dei costi delle principali riforme economiche».

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