La torre di Babele

La Stampa, 26

L`editoriale dei lettori

LA TORRE DI BABELE

Come spagnolo e cittadino dell’Unione Europea ho dovuto fare un bell’"investimento" linguistico.Mentre basterebbe una lingua sola: l’Esperanto.

ISMAEL EJARQUE DOMÉNECH

Sono un cittadino spagnolo che con frequenza viaggia all`interno della Unione Europea. E ogni volta vedo la Torre di Babele. Come spagnolo devo parlare bene lo spagnolo
e nella mia regione la lingua valenziana. Siccome viaggio spesso in Italia, parlo l`italiano. Poi sono medico e allora devo saper bene l`inglese perché è la lingua della scienza, della tecnologia e dei rapporti internazionali. Insomma, devo fare un bell`«investimento» linguistico.

Viviamo in un mondo dove l`inglese è diventata la lingua franca. Ma ci sono tanti cittadini e nazioni che non sono d`accordo nell`ammettere l`inglese come lingua di rapporti internazionali sebbene sia la lingua del più forte. Perché non imparare il cinese se ci sono tanti rapporti commerciali con la Cina? Possiamo rimanere a imparare la lingua che nel momento è del paese più influente. Questo propone oggi un modello unicentrico dove la lingua modello deve essere quella di Shakespeare. Tante persone vanno negli Usa e in Gran Bretagna per impararla. Ma… e se in in futuro il cinese sarà la lingua dominante? Possiamo proporre un modello unicentrico di lingua internazionale oppure uno policentrico: l`Esperanto. Una lingua creata nel 1887 molto più facile da imparare che l`inglese dove non ci sono rapporti di superiorità-inferiorità perché nessuno è nato in «Esperantolandia».
Lingua di nessuno e lingua di tutti. Si impara nei diffusi club esperantisti sparsi in tutto il mondo. Oppure viaggiando gratis grazie al «Pasporta Servo», Passaporto dell`Esperanto, creato per promuovere la conoscenza di questa lingua.

Tutti gli anni si svolge un congresso internazionale esperantista che nel 2011 si terrà a luglio in Copenhagen, Danimarca. Una lingua per la pace e per la tolleranza con un rapporto di uguaglianza tra tutti i cittadini del nostro pianeta.

41 anni, medico di famiglia, Requena, Comunitat Valenciana, Spagna

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