A Sua Eccellenza
Ivan Kondov
Ambasciatore
della Repubblica di Bulgaria in Italia
Eccellenza,
desideriamo rivolgerLe, anche a nome della nostra organizzazione, l’ERA, le nostre più vive congratulazioni per la nuova fase politica apertasi in Bulgaria con l’affermazione elettorale di Rumen Radev e con il pieno ingresso del Paese nell’area dell’euro dal 1° gennaio 2026.
A nostro avviso, questi due fatti non sono separati. Essi conferiscono oggi alla Bulgaria una responsabilità e una centralità europee del tutto particolari.
Come abbiamo scritto nel nostro recente comunicato Il voto bulgaro apre l’orizzonte della Pace paneuropea, il voto bulgaro non è solo un fatto nazionale, ma un segnale europeo: esso mostra che, dentro l’Europa reale, cresce una domanda politica diversa da quella dominante negli ultimi anni, fatta di meno automatismi geopolitici, meno subordinazione esterna, più equilibrio, più sovranità e più prospettiva europea.
Per noi, l’euro rappresenta la più importante moneta di pace espressa dall’Europa contemporanea. La moneta unica, introdotta nel 1999 e divenuta circolante a tutti gli effetti nel 2002, pose fine alla guerra delle monete in Europa: marco contro franco, franco contro lira, concorrenze interne che indebolivano il continente e ne limitavano l’unità strategica. L’ingresso della Bulgaria nell’euro ci appare dunque non come un mero passaggio tecnico, ma come un ingresso pieno in questa dimensione di pace e integrazione continentale.
Riteniamo però che oggi l’Europa abbia bisogno di un secondo grande atto storico: dopo l’unificazione monetaria, l’apertura dell’orizzonte della Pace paneuropea.
La Pace paneuropea non va intesa come mera sospensione dei conflitti, ma come principio ordinatore di un nuovo assetto continentale fondato sulla cooperazione diretta tra i popoli europei, su una sicurezza comune non più dipendente da logiche di blocco e su una ricomposizione storica, culturale e spirituale del continente, anche nel segno di una ritrovata comprensione tra la sua anima cattolica e la sua anima ortodossa.
In questo quadro, la Bulgaria può avere una funzione centrale e non periferica quale cerniera storica, culturale, spirituale e strategica tra l’Unione europea e la Federazione Russa, tra l’Europa cattolica e l’Europa ortodossa – in una ricomposizione ben più profonda di quella eminentemente economica o diplomatica –, tra l’Europa già integrata e l’Europa ancora da ricomporre.
È precisamente nei Paesi dell’Europa orientale, balcanica e centro-orientale che può maturare il passaggio da una diffidenza verso la Russia, alimentata da una lunga egemonia mediatica e culturale angloamericana, a una forma mentis finalmente tutta europea di cooperazione continentale. Tale riflessione si collega anche alla denuncia di noti storici dell’Anglosfera: UK e USA hanno invaso, avuto qualche controllo o combattuto conflitti rispettivamente nel 90 e nel 99 per cento dei Paesi delle Nazioni Unite.
In questo quadro, ci permettiamo di richiamare alla Sua attenzione anche l’Accordo di partenariato e cooperazione tra Unione europea e Federazione Russa, entrato in vigore il 1° dicembre 1997, che ha costituito un ampio quadro di cooperazione politica, economica, commerciale, scientifica, energetica e culturale tra le Parti. Nel nostro lavoro lo abbiamo più volte riletto come una base storica e giuridica ancora significativa, anche perché si tratta di un accordo articolato in 112 articoli.
A nostro giudizio, la ricomposizione del rapporto tra Unione europea e Federazione Russa non farebbe che valorizzare la centralità politica e civile dei Paesi europei oggi collocati tra i due spazi, fino a rendere concepibile, in prospettiva, una grande Federazione paneuropea di oltre 650 milioni di persone, estesa su circa il 16% delle terre emerse del pianeta, da Nuuk a Vladivostok, col cuore nel Mediterraneo, e dotata di uno straordinario patrimonio di materie prime strategiche, energia, acqua, foreste e capacità agricole.
Con la presente, Le saremmo dunque molto grati se volesse concederci un incontro, presso l’Ambasciata o secondo le modalità che riterrà più opportune, per poterLe sottoporre personalmente queste riflessioni: sul significato europeo dell’affermazione di Rumen Radev, sul ruolo della Bulgaria nell’apertura dell’orizzonte della Pace paneuropea e sulla possibilità di rilanciare, in forme nuove, una prospettiva di cooperazione continentale tra Unione europea e Federazione Russa.
Nel ringraziarLa per l’attenzione, Le rinnoviamo le nostre congratulazioni e Le porgiamo i nostri più cordiali saluti.
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Il Presidente |
Il Segretario |
Il Tesoriere |











