Europa e oltre

La nomina di Raffaele Fitto a Bruxelles

Carlo Fidanza Il capo delegazione di Fdl a Bruxelles: “In caso di proposte indigeribili, lavoreremo per cambiarle”

“Fitto una vittoria, ha ottenuto deleghe pesanti Adesso il Pd convinca i socialisti a sostenerlo”

Dopo l’esultanza per il ruolo riconosciuto a Raffaele Fitto nella prossima Commissione Ue, Carlo Fidanza, capodelegazione di FdI a Bruxelles, sa che c’è ancora del lavoro da fare. Il commissario italiano in pectore, a ottobre, dovrà passare il vaglio severo dell`Europarlamento, dove spera prevalga, anche all’`opposizione, «uno spirito di coesione nazionale».

Ci sarà il via libera del Partito democratico?

«Noi ci aspettiamo dal Pd lo stesso atteggiamento che nel 2019 Fratelli d’Italia ha avuto nei confronti di Paolo Gentiloni. E quindi mi auguro che vogliano, e possano, convincere la propria famiglia politica, i Socialisti, a promuovere Fitto in audizione. Se così non fosse, sarebbe un`occasione persa per l’Italia».

Voterete i commissari socialisti e liberali in cambio dei loro voti per Fitto?

«L’idea non piace neanche a noi, ma siamo indispensabili gli uni gli altri. Nelle commissioni è necessaria una maggioranza dei due terzi: i candidati socialisti e liberali non passerebbero senza i voti dei conservatori, e viceversa. Al netto di eventuali commissari palesemente inadeguati, i numeri richiedono che ci si faccia andare bene esponenti politicamente distanti. Poi, se dovessero presentare provvedimenti indigeribili, lavoreremo per cambiarli».

La Lega potrebbe approvare Fitto in commissione, ma bocciare la squadra di Von der Leyen nella plenaria. E un problema per voi che la voterete?

«Ne parleremo. Sarebbe auspicabile che non solo l’intera maggioranza, ma tutte le forze politiche italiane consentissero l’avvio di una Commissione in cui l’Italia ha un ruolo mai ottenuto prima. Sulle singole proposte, ognuno giocherà la sua partita».

Le deleghe di Fitto sono meno pesanti del previsto. Vi soddisfano?

«Sono pesanti, eccome! Gestire i fondi di coesione e il Pnrr vuol dire essere responsabili di una mole di risorse enorme, pari a mille miliardi. Avrà la supervisione di materie fondamentali: agricoltura, trasporti, turismo, economia del mare, pesca, e in parte l’allargamento. Negli ultimi anni, molti di questi settori hanno subito l’ideologia ultra-green di Timmermans, ora ci sarà Fitto. Un cambio di paradigma significativo».

La delega al Pnrr però è condivisa con il falco Valdis Dombrovskis. Come si concilieranno visioni così diverse?

«Era inevitabile. C`è un’ovvia interdipendenza fra la delega agli Affari economici, il Pnrr e le Riforme. Ancor più nel nuovo Patto di Stabilità. Fitto ci consentirà di attenuare eventuali eccessi di Dombrovskis. Darà voce alla linea italiana storicamente a favore di una maggiore flessibilità negli investimenti».

Come farà un conservatore a stare nella stessa commissione in cui la socialista Teresa Ribera ha la delega al vostro odiato Green Deal?

«Il Green Deal è stato frammentato, diversi commissari hanno deleghe attinenti alle politiche ambientali. E i provvedimenti dovranno fare i conti con numeri spostati a destra in Commissione, in Consiglio e in Parlamento».

Cercherete di convincere gli altri partiti di Ecr a votare con voi la Commissione?

«Non è un obbligo. L’ultima volta FdI non votò la squadra nel complesso, non lo pretendiamo dai colleghi. L’importante è il via libera nelle audizioni in commissione. Siamo convinti che tutto andrà come deve».

Serena Riformato | La Stampa | 19.9.2024

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