La lingua di Enya

Musica Pop

Enya, in che lingua canti?

di Roberto Gatti

Enya è una delle pochissime certezze che rimangono, nel senso che i suoi dischi sono una garanzia di progresso senza avventure: c’è dentro esattamente quel che ci si aspetta. Vale a dire una “ambient” cristallina, miscelata con una “world” che ancora sfrutta la deriva lunghissima di cui ha goduto, una decina d’anni fa, la musica celtica. Inoltre l’ugola di Enya, continua a rimanere una delle più angeliche, ed è anche per questo, forse, che ognuna delle dodici canzoni di questo album ne rimembra altre già cantate. Dunque, l’unica novità di rilievo in “Amarantine” è la lingua del canto. Qui, oltre al latino e al gaelico, già sperimentati, Enya si cimenta con una lingua di sua personalissima invenzione, che i suoi produttori chiamano “loxiano”. Prendere nota, perché è davvero singolare.

(Da Grazia, n. 3, gennaio – 2006).

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