La lezione dimenticata dell’Impero romano

Negli Stati Uniti gli emigranti erano europei e si sono integrati con facilità perché vi trovavano la stessa religione, una unica lingua e un fortissimo patriottismo. In Europa, invece, arrivano persone di nazionalità, lingue e religioni diverse e, al posto di una unica nazione orgogliosa della sua identità, trovano trenta nazioni litigiose e con lingue differenti.

Francesco Alberoni | Corriere della Sera | pag. 1:

La lezione dimenticata dell’Impero romano

Il periodo che stiamo vivendo in Europa assomiglia all’ultima fase dell`Impero romano quando c`era un’economia stagnante, un esercito costosissimo e diminuiva la popolazione. Il vuoto che si è creato è stato riempito dalle popolazioni germaniche che prima si sono infiltrate pacificamente, poi sono state reclutate nelle legioni e, infine, hanno invaso l`Impero con le armi. Oggi l`Europa ha uno scarso sviluppo economico, un costoso apparato burocratico, una bassa natalità e una popolazione sempre più vecchia. Il vuoto viene riempito da persone giovani e prolifiche che provengono da tutto il mondo sottosviluppato, e in particolare dal Nord dell`Africa perché da qui possono raggiungere le coste italiane con facilità. Chi sono questi migranti? Talvolta sono persone affamate, talvolta persone che fuggono da regimi oppressivi, ma spesso giovani intraprendenti e combattivi che vogliono farsi strada in Europa dove portare le loro famiglie. Un po’ come accadeva nel passato negli Stati Uniti dove, però, gli emigranti erano europei e si sono integrati con facilità perché vi trovavano la stessa religione, una unica lingua e un fortissimo patriottismo.
In Europa, invece, arrivano persone di nazionalità, lingue e religioni diverse e, al posto di una unica nazione orgogliosa della sua identità, trovano trenta nazioni litigiose e con lingue differenti.
I nuovi arrivati, anche se volessero integrarsi, non avrebbero un unico modello e una unica patria a cui aderire. Perciò finiranno per mantenere rapporti coi loro Paesi d`origine.
Non ricordo un fenomeno simile nella storia. Una mescolanza di lingue e religioni c`è sempre stata nelle capitali dei grandi imperi: a Babilonia, a Roma e, recentemente, a Londra e a Parigi.
Ma solo dentro la capitale, con un governo solido e una lingua ufficiale.
Oggi avviene in un intero continente senza un governo unico, un`unica lingua. Qualche ottimista sogna il nascere di una felice civiltà euro-asiatica-africana ma, per ora, il risultato sembra una Europa più frantumata sul piano politico, culturale, linguistico e religioso.
Il nostro Paese, piazzato al centro del Mediterraneo, si trova ad essere il più esposto, con gravi problemi economici e senza poter contare sull’aiuto europeo.
Dovremo, perciò, cavarcela da soli contando sulla nostra intelligenza e soprattutto sul nostro buon senso.

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