La data che cambiò la storia economica: Cina nel WTO, 11 Dicembre 2001

La Cina entra nel WTO l'11 settembre 2001

Grazie agli USA l’11 dicembre 2001 Pechino entrava nel WTO. Da allora il PIL del Dragone è quadruplicato e la Repubblica Popolare è diventata il più grande esportatore del mondo.

La data che cambiò la storia economica: Cina nel WTO, 11 Dicembre 2001

A pensar male degli altri si fa peccato ma spesso ci si indovina. – Giulio Andreotti –
Leggete attentamente perché questa è una cosa che non troverete da nessun’altra parte, una serie infinita di incredibili coincidenze nel 2001, che sono fatti certi.
Questo giorno ben pochi se lo ricordano, o più probabilmente nemmeno lo conoscono anche se ne paghiamo e ne pagheremo per molto le conseguenze economiche e sociali correlate, perché?
Nel delirio collettivo WTC, Crolli, Pentagono, Bush, Talebani, Bin Laden, Global War e relative crisi economiche si son dimenticati di dirci, combinazione, di aver spostato, per i loro interessi, il lavoro dall’occidente alla Cina, che combinazione …
A riprova di questo in rete si trova pochissimo, userò l’articolo successivo di 10 anni dopo per contestualizzare il fatto.
Che problema c’è si chiederà qualcuno, vista così nulla di che a parte le conseguenze, dopo 15 anni di negoziati, l’11 dicembre 2001 Pechino entrava nell’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO – OMC). Da allora il PIL del Dragone è quadruplicato e la Repubblica Popolare è diventata il più grande esportatore del mondo. Con effetti positivi sui prezzi, ma con una concorrenza non sempre leale.
Come sempre non dobbiamo dimenticarci che viviamo in un macrocosmo e nulla succede per caso, soprattutto non si muove foglia che l’elite non voglia, come in apertura diceva il beneamato Giulio, io quando ho a che fare con certa gente non mi fido mai e penso sempre male, si dà il caso che decenni fa il “Club di Roma”, uno dei mille gruppi mondialisti con sempre le stesse persone che ne fanno parte, assimilabile alla “Trilateral Commission” ed al “Bilderberg Club” decise tra il resto la deindustrializzazione e devastazione relativa di Italia, Argentina e Pakistan come paesi prova e poi dell’occidente tutto, Aldo Moro (Maglie, 23 settembre 1916 – Roma, 9 maggio1978) e Zulfiqar Ali Bhutto (Larkana, 5 gennaio 1928 – Rawalpindi, 4 aprile 1979) per questo fecero una brutta fine non essendo d’accordo, guardare la combinazione del periodo, Ali Bhutto era già stato deposto da tempo, dell’Argentina non sto a dire cosa poi gli capitò, ricordiamo tutti benissimo, la dittatura e la crisi, combinazione, nel 2001, di Aldo Moro bisogna ricordare che fu minacciato pubblicamente da Henry Kissinger di smetterla di voler unire l’Italia per fare poi politiche di crescita e fu rapito … il mattino mentre andava al parlamento per la votazione del Compromesso Storico, semplice coincidenza ? Per fare un esempio c’è il divieto per certe nazioni di avere l’energia a prezzi competitivi, stiamo parlando anni ’70, centrali atomiche, Ali Bhutto ci lasciò la pelle e per l’Italia ricordo benissimo non troppo tempo fa Bruno Vespa che raccontò il periodo del referendum sul nucleare: Dall’azienda c’era l’assoluto divieto di informare gli italiani, andarono a votare con un quesito del genere :
“Vuoi una bomba atomica sotto il letto ?”
Pensate sia un caso?
Anni fa parlando con un amico, Marco, parlavo del fatto che avevo sempre avuto il sospetto che i fatti del G8 di Genova 2001 fossero stati collegati con l’11 settembre, lui mi mise al corrente della notizia di cui tratta l’articolo, passò del tempo e mi dimenticai del colloquio ma non della questione e feci poi questo articolo, cercandomi da solo i riferimenti. Passa altro tempo, ci ritroviamo e viene fuori che la cosa era partita da lui e mi ragguaglia, partendo però da un altro mio articolo, inserisco cosa mi scrisse :
Ho letto il tuo articolo. Interessante ma mi sembra manchi un tassello decisivo. Io è da tempo che avevo notato la “coincidenza” del 2001 e delle varie crisi finanziarie attribuite alla qualunque meno che al responsabile evidente, cioè la vorace economia cinese. In realtà le date combaciano molto di più con quelle degli attacchi alle torri. Effettivamente già sul momento io mi ero accorto della “notizietta” della chiusura degli accordi per l’ingresso della Cina nel WTO passata in terza pagina e oscurata dagli attacchi al WTC stessi (ricordo come fosse ieri il sottopancia che correva su CNN). il tutto infatti si compie tra il 10 e il 14 settembre 2001, in una zona mediatica completamente oscurata dall’attentato alle torri. Diciamo che in questo modo l’evento globalizzatore per eccellenza passava completamente inosservato all’ombra delle torri mentre un paio di mesi prima i NO-Global a Genova protestavano per molto meno mettendo a ferro e fuoco la città. La scelta dei tempi si è rivelata un ottimo sistema per mettere a tacere il dissenso. Per la cronologia completa dell’ingresso nel WTO della Cina vedi qui: come puoi notare a pagina 8 : 10 September 2001 Required by U.S. law, President Bush certifies the U.S. – China bilateral WTO agreement. 14 September 2001 WTO members finish agreement for China to join.
Nella pagina successiva :
The final stages of the process was pushed forward by the terrorist attack on the U.S. on September 11th.
L’11 novembre, poi, come dalla foto che segue ci fu la firma della notifica di accettazione e di entrata in vigore del protocollo di adesione e l’11 dicembre 2001 appunto la Cina diventa il 143° membro dell’OMC, erano “solo” 20 anni che aspettava… Come sappiamo il numero 11 è ripetitivo ed è una ossessione per questi criminali, il 10 settembre 2001 Donald Rumsfeld ci aveva anche detto che il Pentagono non poteva spiegare la sparizione di $ 2.3 triliardi di dollari, nell’articolo ampiamente spiegati i fatti e le Ultime notizie su Rabbi Zakheim, il 9/11 e dei migliaia di miliardi di $ mancanti del Pentagono in Israele e 9-11.  Se c’era ancora qualche dubbio su chi ha permesso, anzi programmato e deciso la deindustrializzazione dell’occidente, gestito il macello del G8 di Genova e l’11 settembre credo proprio che ora non ci siano più, non certo George Bush, Stalin lo avrebbe chiamato “l’utile idiota”, la cupola mafiosa bancaria internazionale, gli usurai. L’usura, per Ezra Pound, e non solo per lui, ha mosso guerra al mondo dal 1694, quando nacque la Banca d’Inghilterra
[caption id="" align="aligncenter" width="280"] Il sig. Shi Guangshen, ministro per il commercio estero e la cooperazione economica della Cina, firma, con riserva di ratifica, il protocollo della Cina sull’adesione all’OMC alla IV Conferenza ministeriale di Doha l’11 novembre 2001.[/caption]
Leggete cosa si scrive a proposito di Clinton e Blair:
Giulio Sapelli, ordinario di storia economica Università Statale di Milano:
Si è creata un’asimmetria, di cui paghiamo tutti le conseguenze. L’entrata della Cina nel 2001 nel WTO ha sconvolto l’approccio trilateralista kissingeriano, mentre invece veniva presentato al mondo come una continuazione della strategia del più grande diplomatico del Novecento. L’idea di Henry Kissinger era quella di rompere l’egemonia sovietica attuando non più il contenimento e il «roll back» (ovvero la controffensiva intermittente degli Usa nei confronti dell’Urss e della Cina), giudicati insostenibili nel lungo periodo, sostituendoli con una strategia di divisione e di alleanza tattica dell’Urss da un lato e della Cina dall’altro. La deregolamentazione dei mercati finanziari voluta da Bill Clinton e Tony Blair ha creato, invece, un’asimmetria fra rendita finanziaria e profitto capitalistico. Si pensava di aumentare le rendite, favorendo la penetrazione degli intermediari finanziari e la delocalizzazione industriale in Cina. Ma, così facendo, si è venuta a creare un’asimmetria competitiva a svantaggio dell’Occidente, la cui capacità di accumulare capitali è risultata pesantemente compromessa, con conseguenze disastrose. Solo negli ultimi anni le contraddizioni dell’economia cinese, colpita da bolle finanziarie e immobiliari, indebolita dalla crescita dei salari e dai disordini sociali, tendono a correggere quest’asimmetria. Tuttavia, il vantaggio dell’aggressiva e monopolistica Cina continua a essere forte, con effetti nefasti sull’accumulazione capitalistica in tutto il mondo.
Tutto segue un filo fin troppo logico, come ci hanno spiegato quì  ed è un sistema più volte usato, quando l’opinione pubblica è impegnata con altro possono fare certe azioni, mentre tutti correvamo dietro al vecchietto con la barba nascosto nelle grotte afgane è iniziata la globalizzazione selvaggia senza regole, per usare le parole di Giulio Tremonti. Ho trovato una descrizione di parecchi anni fa interessante:
Il 2001 è stato un anno cruciale e di svolta che ha cambiato profondamente il mondo intero. Due i momenti storici che segneranno per sempre la storia della umanità accaduti in quell’anno: l’attacco alle torri gemelle dell’11 settembre e l’ingresso nel WTO da parte della Cina, l’11 Dicembre del 2001. A parte la curiosa coincidenza nelle due date, questi due eventi di fatto hanno contribuito sicuramente a cambiare per sempre il mondo intero, un vento di cambiamento proveniente da est che ha avuto nella icona di Bin Laden e negli occhi a mandorla dei cinesi, i suoi principali protagonisti. Gli effetti provocati da questi avvenimenti sono totalmente diversi, in antitesi, a seconda che siano osservati da ovest o da est. Nei paesi occidentali, a partire dal 2001, è esplosa una crisi economica senza precedenti, connessa alla esplosione anche delle varie bolle finanziarie, tra cui anche quella della New Economy, dando origine ad un recessione generalizzata, ancora oggi ben lungi dall’essere risolta. Ad occidente, come prima reazione si cercò un capro espiatorio, trovandolo nel terrorismo internazionale. Questo approccio, condizionato dalla sempre presente necessità americana di cercare di continuare a mantenere elevati i flussi dei capitali verso gli USA, strettamente legati alla rendita petrolifera e alla vendita degli armamenti, ha però impedito di fatto all’occidente, Europa per prima, di analizzare e comprendere a fondo le reali dinamiche connesse alla crisi sopraggiunta. Queste hanno radici ben più profonde di quelle riconducibili banalmente ad effetti legati al terrorismo internazionale, che oggettivamente ha avuto come unica reale tangibile conseguenza, quella di contribuire a creare una nuova economia legata alla sicurezza. Questa miopia “indotta”, in tutto l’occidente ha aperto invece le porte ad un periodo “grigio”, una sorta di medioevo occidentale e di caccia alle streghe, pieno di fantasmi (Bin Laden il più gettonato) vissuto nel concreto terrore di vedere annientato il livello di benessere fino ad allora raggiunto. Ben diversa la posizione ad est ed in Cina in particolare. Il 2001 rappresenta l’inizio di un vero e proprio rinascimento economico e culturale che pone pochi limiti agli obbiettivi raggiungili nel futuro, ricco invece di stimolanti sfide globali, tutte al positivo, non ultima quella sportiva che culminerà con le Olimpiadi del 2008 (assegnate alla Cina nel 2001!!) e l’expo del 2010 di Shanghai. Volendo parafrasare quanto accaduto in termini sportivi, l’est nel 2001 ha iniziato il sorpasso e noi occidentali, come molti campioni alla fine della propria carriera, totalmente sorpresi, impreparati ed invecchiati, abbiamo attribuito l’accaduto ad attenuanti e congetture di tutti i tipi: ambientali, scarsa concentrazione, la sorte etc… Ma i numeri parlano chiaro. Dal 2001, anno dell’ingresso della Cina nel WTO, mentre la Cina raddoppiava la propria quota sul mercato globale, passando dal precedente 3,9% all’attuale 7,7%, come oggi dichiarato dal Ministro del Commercio Cinese Bo Xilai, oltre a riuscire a mantenere una crescita del PIL annuo mediamente superiore al 9%, il resto delle economie occidentali retrocedevano la propria quota di mercato in maniera continua ed inesorabile. Nel contempo dal 2001, la qualità delle esportazioni cinesi è decisamente cresciuta, tanto che i prodotti dell’elettronica sono passati al 56% sul totale dell’esportato cinese, quelli Hi-tech al 28% e in generale, gli assemblati ora rappresentano il 94% del totale delle esportazioni cinesi. Nello stesso periodo, nei paesi occidentali ed in particolare in Europa, crescite annuali nell’ordine del 2% del PIL sono tuttora considerabili miracolose. A ciò, va aggiunto come la recessione interna nei diversi paesi, unita ai conflitti e stalli tra i diversi partners delle UE, su quale strategia utilizzare per tentare di reagire alla crisi, ha provocato effetti devastanti: ora tutto è fermo. Proprio come il Titanic, l’occidente nel 2001 si è imbattuto nell’iceberg della Cina ma chissà per quali strana ragione, il comandante era convinto che l’affondamento fosse legato ad un attacco militare da parte di un certo Bin Laden, tuttora impegnato da qualche parte della nave a procurare qualche altra falla nello scafo e che andava a tutti i costi fermato. La confusione da allora è ancora tanta. Ancora non si sono comprese ed analizzate a fondo le vere ragioni per cui “l’inaffondabile” economia occidentale, nella incredulità generale, ora stia proprio affondando. Sorge a questo punto una domanda: non è che l’occidente sia caduto nella trappola preparata ad est affinché tutto contribuisse ad un cambiamento generalizzato, una autentica rivoluzione planetaria? Infatti è chiaro che dal 2001 le cose sono veramente cambiate sotto molti aspetti, rendendo possibili eventi prima impensabili, come quella de vedere l’Africa cominciare a marciare con le proprie gambe, assegnare il Premio Nobel al fondatore della Banca specializzata nel microcredito, negazione delle basi stesse del sistema bancario tradizionale, o che le economie in via di sviluppo, come lo era anche la Cina, saranno i leaders della economia mondiale futura. Il terrorismo uccide molto meno dell’AIDS, della fame e della sete mondiale. Però l’ovest ha compiuto il terribile errore di ergere una muraglia per difendersi dal terrorismo, lasciando ai “barbari” venuti dall’est, ampi spazi di manovra, fino ad allora impensabili. Ora gli effetti di una scelta come quella fatta dall’occidente nel 2001, sono sotto gli occhi di tutti, tanto che gli USA, per uscire dalla palude Afghana ed Irachena sotto la pressione dell’opinione pubblica, dovrà accettare, a denti stretti, l’aiuto di un nemico giurato, quale è l’Iran attuale. Forse è proprio vero che il nuovo millennio iniziava con il 2001 che probabilmente verrà ricordato nel futuro, come l’anno “dell’apocalisse economica occidentale” e l’inizio della nuova alba ad est, così come l’11 Dicembre 2001, sarà ricordata come la tappa fondamentale affinché tutto ciò accadesse. Ma nonostante tutto, ad ovest si continua a dormire sonni tranquilli (non siamo forse inaffondabili??), sonni che assomigliano però sempre più ad un incubo, dal quale abbiamo paura di svegliarci. La situazione necessita un cambiamento di rotta ed in fretta, per affrontare adeguatamente la realtà, prima che questa ci sommerga del tutto.
Trappola preparata ad est ma non da est e assolutamente da tempo, costruita con dovizia certosina.Tutto questo unito a quanto che già si sa dell’11 settembre, al fatto che per motivi legati al petrolio ed all’oleodotto l’invasione dell’Afganistan fosse stata già decisa un anno prima e come, in un documento pubblico del PNAC, Nuovo Secolo Americano, con un evento della portata di Pearl Harbour, qualcuno mi venga ancora a raccontare che nell’epoca dei satelliti, degli shuttle, delle intercettazioni totali e globali, passavano per caso 19 arabi, per altro ancora tutti vivissimi, con dei taglierini mettevano in ginocchio la civiltà occidentale …. già, giusto ieri scendevo da un Baobab, mi calavo e procedevo a 4 zampe togliendomi le pulci …. Certo non sto dicendo che la Cina non dovesse entrare nel WTO, impensabile, quello che non funziona è come, quando e soprattutto quello che dovevano fare l’Europa ed America e che non hanno fatto, anzi hanno fatto e stanno facendo esattamente il contrario, mettiamoci pure dentro l’ibridazione dei popoli occidentali con popolazioni asiatiche ed africane, “Piano Kalergi”, migranti, complotti, ma quali complotti, geostrategie di potere e controllo,
Contra factum non valet argumentum
qualsiasi ragioniere deficiente saprebbe cosa fare e invece la crisi del 2008 strumentale e costruita, produzione industriale e tarocca in Cina, informatica ed automotive dall’India, olio d’oliva dalla Tunisia, frutta e verdura dal Marocco, tutto questo imposto dall’Europa, ovvio.
Arturo Navone | unmondoimpossibile.blogspot.com | 24.02.2018

24 febbraio 2018

]]>

Lascia un commento

0:00
0:00