La Catalogna e il referendum.

La Catalogna e il referendum.

La democrazia cristiana catalana, rappresentata da Unió Democratica de Catalunya, insieme al
partito Cdc presiede il governo catalano. Un partito, quello di Unió, di cui faccio parte, e che
nel corso dei suoi oltre 80 anni ha attraversato le vicissitudini della storia europea ponendosi
sempre in difesa della democrazia e della costruzione europea. Un partito che annovera
tra le sue file martiri come Carrasco i Formiguera, fucilato dalla dittatura franchista, o
personaggi come Trias i Peitx, che con un enorme sforzo umanitario fece uscire oltre
78.000 rifugiati dai campi di internamento.
Il Parlamento della Catalogna ha approvato la Legge per le consultazioni. L’80% dei deputati
catalani ha votato a favore di questa legge. Da tre anni c’è una maggioranza sociale del popolo
catalano che rivendica, anno dopo anno, il diritto a votare, scevro da ogni populismo. Rivendica il
diritto a esercitare la democrazia. Noi catalani vogliamo semplicemente che ci lascino votare
sul nostro futuro politico. Il governo catalano, nella figura del presidente Mas, ha proposto al
governo spagnolo e al presidente Rajoy fino a cinque possibili vie legali, nel quadro della
costituzione spagnola, per poter votare, e tutte sono state respinte. Bisogna analizzare le ragioni
che hanno portato una parte importante della popolazione catalana, e conseguentemente dei
suoi rappresentanti istituzionali, a chiedere uno Stato indipendente. Il movimento del nostro
Paese è assolutamente democratico, pacifico, ampiamente maggioritario e trasversale, e in
questo è un modello anche in Europa. Il referendum scozzese è stata una lezione positiva
per la democrazia. La Catalogna vuole decidere se può essere un Paese normale, altrettanto
indipendente e altrettanto dipendente quanto lo sono la Danimarca e l’Austria, per citare due
Paesi con una popolazione simile alla catalana. Il fatto di lasciare la parola ai cittadini tramite un
referendum, inscritto in un dibattito civile e rispettoso, deve essere visto come un’opportunità e non come un problema. Il rispetto per la democrazia e per la diversità fa parte del nucleo fondatore della Unione Europea.
Antoni Castellà i Clavé, segretario generale dell’Università e della Ricerca
Governo della Catalogna.
(Dal Corriere della Sera, 11/10/2014).

 

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