L’81° CONGRESSO UNIVERSALE DI ESPERANTO

L’81° CONGRESSO UNIVERSALE DI ESPERANTO, riunito a Praga dal 20 al 27 luglio 1996, con la partecipazione di 2965 persone, provenienti da 65 stati, ha approvato il seguente documento.

MANIFESTO DI PRAGA
del movimento per la lingua internazionale esperanto

Noi, membri del movimento mondiale per la promozione della lingua internazionale esperanto,
indirizziamo questo manifesto a tutti i governi, a tutte le organizzazioni internazionali e a tutte le persone di buona volontà,
dichiariamo la nostra ferma intenzione di continuare a lavorare per il perseguimento degli obiettivi qui di seguito espressi
e invitiamo ciascuna organizzazione e ciascun singolo individuo a unirsi ai nostri sforzi in tal senso.

Lanciato nel 1887 come progetto di lingua ausiliaria per la comunicazione internazionale, e sviluppatosi rapidamente in una lingua viva e ricca di espressività, l’esperanto funziona già da oltre un secolo per unire gli uomini al di là delle barriere linguistiche e culturali, mentre gli obiettivi di coloro che lo usano non hanno perduto nulla della loro importanza e della loro attualità
né l’utilizzazione a livello mondiale di alcune lingue nazionali, né i progressi nella tecnica delle comunicazioni, né il ritrovamento di nuovi metodi d’insegnamento delle lingue potranno realizzare i seguenti principi, che noi consideriamo essenziali per un giusto ed efficiente ordine linguistico.

1. Democrazia. Un sistema di comunicazione che privilegia nettamente alcuni uomini, ma richiede ad altri di investire anni di sforzi per raggiungere un livello inferiore di capacità, così fondamentalmente antidemocratico. Sebbene, come ogni altra lingua, l’esperanto non sia perfetto, esso supera di gran lunga ogni rivale nel campo della comunicazione a livello mondiale.
Noi affermiamo che dalla diseguaglianza linguistica consegue diseguaglianza nella comunicazione a tutti livelli, compreso il livello internazionale. Noi siamo un movimento per la comunicazione democratica.

2. Educazione transnazionale. Ogni lingua etnica è legata a una determinata cultura e a una determinata nazione (o gruppo di nazioni). Per esempio l’alunno che studia l’inglese scopre la cultura, la geografia e la politica dei Paesi di lingua inglese, specialmente gli Stati Uniti d’America e la Gran Bretagna. L’alunno che studia l’esperanto scopre un mondo senza frontiere, dove nessun Paese gli è straniero.
Noi affermiamo che l’educazione realizzata per mezzo di una lingua etnica, quale essa sia, è legata a una definita visione del mondo. Noi siamo un movimento per l’educazione transnazionale.

3. Efficacia pedagogica. Solo una piccola percentuale di coloro che studiano una lingua straniera giungono a possederla veramente. Invece è possibile giungere a una piena padronanza dell’esperanto anche studiandolo da autodidatti. Diverse ricerche hanno dimostrato che l’esperanto è utile come preparazione all’apprendimento di altre lingue. Esso è stato inoltre raccomandato, nell’insegnamento, come elemento essenziale che consente agli alunni di prendere coscienza di cosa sia una lingua.
Noi affermiamo che la difficoltà di apprendimento delle lingue etniche rappresenterà sempre un ostacolo per molti alunni, che peraltro si gioverebbero della conoscenza di una seconda lingua. Noi siamo un movimento per un più efficace insegnamento delle lingue.

4. Plurilinguismo. La comunità esperantista è una delle poche comunità linguistiche su scala mondiale i cui parlanti, senza eccezioni, siano in possesso di due o più lingue. Ogni membro della comunità ha accettato di fare lo sforzo di apprendere almeno una lingua straniera, fino a un sufficiente livello di comunicazione orale. In molti casi ciò ha portato a conoscere e ad amare varie lingue e in generale ad avere un più ampio orizzonte personale.
Noi affermiamo che gli appartenenti a tutte le comunità linguistiche, sia grandi che piccole, dovrebbero disporre di una possibilità reale di impadronirsi di una seconda lingua, fino a un elevato livello comunicativo. Noi siamo un movimento mirante a ottenere che tale possibilità venga fornita.

5. Diritti linguistici. La disparità di potere fra le lingue è alla base di una continua insicurezza linguistica o di una diretta oppressione linguistica per grande parte della popolazione mondiale. Nella comunità esperantista gli appartenenti a lingue maggiori e minori, ufficiali e non ufficiali, s’incontrano su un terreno neutrale, grazie alla volontà reciproca di realizzare un compromesso. Tale equilibrio tra diritti linguistici e responsabilità crea un precedente utile a sviluppare e valutare altre soluzioni per la diseguaglianza linguistica e per i conflitti generati dalle lingue.
Noi affermiamo che le grandi differenze di potere tra le lingue minano le garanzie, espresse in tanti documenti internazionali, di parità di trattamento senza discriminazioni su base linguistica. Noi siamo un movimento per i diritti linguistici.

6. Diversità delle lingue. I governi nazionali tendono a considerare la grande diversità delle lingue nel mondo come un ostacolo alla comunicazione e al progresso. Nella comunità esperantista, invece, tale diversità linguistica è vissuta come una fonte costante e irrinunciabile di ricchezza. Di conseguenza ogni lingua, così come ogni specie vivente, costituisce un valore in s‚ e pertanto è degna di protezione e sostegno.
Noi affermiamo che le politiche di comunicazione e di sviluppo, se non sono basate sul rispetto e sul sostegno di tutte le lingue, condannano all’estinzione la maggior parte delle lingue del mondo. Noi siamo un movimento per la diversità linguistica.

7. Emancipazione umana. Ogni lingua dà a coloro che la usano la libertà di comunicare fra di loro, ma nel contempo costituisce una barriera alla comunicazione con coloro che usano altre lingue. Progettato come strumento di comunicazione universalmente accessibile, l’esperanto è uno dei grandi progetti per l’emancipazione umana che funzionano, è un progetto per consentire a ciascun essere umano di partecipare come individuo alla comunità umana, mantenendo salde radici nella propria identità locale culturale e linguistica, ma senza restare limitato ad essa.
Noi affermiamo che l’uso esclusivo delle lingue nazionali pone inevitabilmente degli ostacoli alle libertà di espressione, di comunicazione e di associazione. Noi siamo un movimento per l’emancipazione umana.

(Traduzione, dall’originale esperanto, di Umberto Broccatelli)

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