L’insegnamento della lingua italiana nei licei svizzeri.

Difesa della lingua italiana, Bertoli: “Resteremo vigili”.

La CDPE ha deciso oggi di consultare i cantoni entro il 26 settembre per l’insegnamento dell’italiano al liceo in Svizzera.

“Il contenuto ci soddisfa abbastanza, ma resteremo vigili”. E’ questo, in sintesi, il messaggio lanciato dal Consigliere di Stato Manuele Bertoli in merito all’insegnamento della lingua italiana nei licei svizzeri, tema affrontato dalla Conferenza dei direttori della pubblica educazione (CDPE) a Berna. La consultazione della CDPE ha deciso oggi di consultare i cantoni entro il 26 settembre prossimo a proposito di specifiche raccomandazioni inerenti all’italiano nei licei svizzeri. Raccomandazioni, che fanno seguito all’analisi condotta da uno speciale gruppo di lavoro della Commissione federale di maturità, portano su diversi aspetti.
Se da un lato il Consigliere di Stato Manuele Bertoli si ritiene soddisfatto per il fatto che i Cantoni si impegnano affinché ogni studente liceale abbia la possibilità di scegliere l’italiano come disciplina di maturità (disciplina fondamentale, opzione specifica), dall’altro teme che vi possano essere Cantoni che possano trovare degli escamotage nel far rispettare un altro principio, abbastanza vago, quello secondo cui “gli istituti che non possono proporre una simile offerta a seguito di effettivi troppo ridotti potranno trovare soluzioni appropriate con altre scuole situate ad una distanza ragionevole dal domicilio degli allievi interessati, ma queste soluzioni non dovranno causare loro costi supplementari”.
In secondo luogo – si legge nella nota diramata giovedì pomeriggio dal DECS – “i Cantoni si impegnano a favorire esperienze d’insegnamento bilingue che coinvolgono anche la lingua italiana, nonché scambi scolastici con altre regioni del Paese”.
Infine la Confederazione sarà chiamata a sostenere gli sforzi ed i progetti innovativi per l’insegnamento della lingua italiana nei licei mediante gli aiuti erogati sulla base della Legge federale sulle lingue e la situazione sarà monitorata durante il periodo di 5 anni per verificare l’efficacia di quanto messo in atto.
“Il progetto messo in consultazione – scrive il DECS – è una base di partenza positiva ed il Cantone, e per esso il DECS, intende mantenere la pressione necessaria affinché questi auspici vengano se possibile rafforzati e soprattutto vengano tradotti nella realtà scolastica nazionale”. “Resteremo vigili – ha concluso Bertoli – affinché il lavoro fatto in passato per difendere la lingua italiana si servito per far rendere conto a tutti che il problema esiste e va risolto”.
(Da tio.ch, 12/6/2014).

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