Diario

Riscontro positivo di Barbano direttore del Mattino al 48esimo giorno di digiuno di Pagano in difesa della lingua italiana.

 

Oggi 30 giugno, il 48esimo giorno di digiuno in difesa della lingua italiana di Giorgio Pagano è dedicato ai quotidiani Il Resto del Carlino con direttore Giovanni Morandi e Il Secolo XIX con il suo direttore Umberto La Rocca; alle agenzie di stampa 9colonne diretta da Paolo Pagliaro e Italian network con la sua direttrice Maria Ferrante; alle radio nazionali Radio Italia solo musica italiana con direttore Franco Nisi e Radio kiss kiss; alle trasmissioni televisive “Estate in diretta” su Rai 1 condotta da Federico Quaranta e Eleonora Daniele e “Agorà estate” su Rai 3 condotta da Serena Bortone; e al programma radiofonico di Radio 1 “Spaziolibero”.

 

Lo sciopero della fame ‘con dedica’ inizia a dare i primi frutti: il direttore de Il Mattino, Alessandro Barbano, interpellato sul silenzio dei media a proposito del linguicidio italiano, si è detto interessato a condividere questa centrale battaglia di civiltà.

“Non mi sottraggo alla responsabilità dei media – ha subito ammesso Barbano – in questo Paese. Il giornalismo continua a perpetrare un errore di miopia che porta la stampa a risentire della polarizzazione del conflitto attorno a poche categorie della politica, il che costringe i temi concreti a rimanere coperti sotto questo rumore di fondo”.

Alessandro Barbano ha, poi, palesato la grande ingiustizia dovuta al fatto che “i vincitori scrivono non solo la storia ma anche le regole del presente; da questo scaturisce l’imposizione dell’inglese nel lessico italiano”.

Il direttore, senza falsi imbarazzi, ha raccontato che durante alcune riunioni di marketing con persone qualificate, gli succede di non capire bene pur avendo una discreta conoscenza dell’inglese. “Il danno – ha affermato Barbano – è che l’inglese, applicato alla lingua italiana, ha sostituito tutta una serie di parole costruendo un linguaggio incomprensibile, come un codice per adepti di una setta, ed ha enormemente limitato la grande creatività che la nostra lingua può esprimere”.

“Gli italiani devono difendere la loro ricchezza culturale – ha concluso il direttore Barbano – comprendendo la complessità e la necessità di un recupero della straordinaria tradizione classica che è un patrimonio per accedere a qualunque branca del sapere che, certo, non aveva la Gelmini quando ha voluto espellere dalla letteratura italiana del licei la grandezza di molti pensatori meridionali”.

 

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