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Manifestazione di testimonianza per la Beatificazione del Papa esperantista

[fimg=left]http://www.eraonlus.it/4/beatificazione.jpg[/fimg]Manifestazione di testimonianza per la Beatificazione del Papa esperantista

«Il primo maggio speriamo di essere in molti alla beatificazione di Giovanni Paolo II, per testimoniare la sua attenzione verso la Lingua Internazionale come elemento di unificazione pacifera e nonviolenta fra i popoli». Lo dichiara Giorgio Pagano, Segretario dell'Associazione Radicale "Esperanto".
«Papa Wojtyla ha saputo dare sostanza linguistica, attraverso il suo appoggio all'esperanto, a parole come pace, dialogo, nonviolenza.
Parole che i cristiani posso comprendere in virtù degli ideali di tolleranza che, a partire specialmente dal secolo scorso, hanno spinto la loro comunità religiosa al dialogo con le altre», prosegue Pagano.
«L'attivita' svolta dal pontefice per l'esperanto non si limita all'innovazione linguistica in ambito confessionale, ma ha un significato di pace e tolleranza nel rispetto della diversita' culturale di tutti i popoli. Wojtyla e' stato il primo papa ad impartire la benedizione urbi et orbi in esperanto, nel 1994, a Pasqua, realizzando l'auspicio che il Partito Radicale gli aveva trasmesso in una lettera firmata da Emma Bonino, Marco Pannella, Ottavio Lavaggi, Olivier Dupuis e, ovviamente, me stesso. Introducendo una tradizione che continua ancora oggi sotto il pontificato di Benedetto XVI».

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