Diario

Italia, un degenero mortale da Sanremo al CES 2014.

Nota di Giorgio Pagano, Segretario dell’Associazione Radicale Esperanto

Leggere il Corriere significa subire un’invasione, sia linguistica che culturale amplificata all’ennesima potenza perché potenziata dagli stessi giornalisti: iniziamo da Sanremo Giovani, che presenta una carrellata fotografica di autoscatti, ma non si capisce perché li chiamino “selfie”, dei partecipanti nella categoria “Giovani”,  in gara nella prossima edizione del Festival della canzone… italiana!
Andando a leggere le didascalie degli autoscatti, troviamo un paio di artisti, certamente malconsigliati, vista l’incredibile incoerenza tra ciò che dicono e ciò che fanno. Infatti tra i partecipanti figura il più giovane, Rocco Hunt (che c’è da dubitare sia il suo vero cognome), “rapper” partenopeo, con una canzone che recita «Quant’è bella la mia terra, mi manca quando parto / Porto una cartolina di riserva / Questo posto non deve morire / La mia gente non deve partire. Il mio accento si deve sentire». Il suo accento si deve sentire, certo, però si fa chiamare anglofonicamente Hunt e canta in un genere musicale non propriamente italiano. 
Stessa cosa vale per The Niro, artista romano, tal Davide Combusti, che evidentemente appartiene a quel gruppo di giovani che pensano che gli americani lo fanno meglio.

Con queste vicende musicali siamo ancora nella normalità della degenerazione anglocoloniale italiota. Infatti, dall’altra parte dell’oceano, quel ch’è accaduto nei confronti di un italoamericano è ancor più incredibile. Scene da “il bue che da’ del cornuto all’asino”: il neo sindaco di New York, Bill De Blasio, è stato letteralmente massacrato nelle reti sociali americane per avere mangiato la pizza con le posate. 
In Italia, dove la pizza è stata inventata, chiunque vada in un ristorante vede persone che la mangiano con le posate, come igiene comanda. Sembra assurdo che il sindaco di una città debba difendersi dicendo “sono le mie origini italiane a farmi comportare cosi”, come se la buona creanza non fosse un motivo abbastanza valido insieme al fatto che chi detta legge sulla pizza nel mondo siamo noi italiani.

In ultimo ecco la la dimostrazione che la creatività italiana sta raggiungendo la fossa delle Marianne: le aziende italiane presenti al Ces 2014, una decina, sembrano incapaci di creare tecnologie che siano indipendenti. Quasi tutte le invenzioni di queste aziende, ad esempio il prototipo presentato da Technogym, azienda storica italiana nella produzione di attrezzi ginnici, non possono esistere senza le tecnologie di Apple o di Google: infatti il tapis roulant presentato da Technogym, lavora unitamente ai Google Glass del colosso di Mountain View, senza i quali sarebbe un semplice tapis roulant appunto, e gli iRing della Ik Multimedia, che senza i dispositivi della Apple diventano degli oggetti inutili. 
Da una parte quindi non abbiamo fiducia in noi stessi e nella nostra storia e capacità creativa. Dall’altra,  sembrano esserci interessi economici da furbetti, perché altrimenti è difficile spiegare come mai Nerio Alessandri, fondatore di Technogym, che lamenta il fatto che «Il nostro Paese sta perdendo i prossimi 50 anni», non abbia chiesto ad un’altra azienda italiana presente al CES 2014, la GlassUp, persino corregionaria dell’Emilia Romagna, produttrice anch’essa di occhiali per la realtà aumentata analogamente a quelli di Google, di collaborare sui loro progetti.

Decisamente, gli assassini della nostra lingua e cultura sono tra noi, sono italiani. Inultile lamentarsi della mancanza di spinta imprenditoriale italiana e della fuga dei cervelli, se poi le nostre aziende fanno di tutto per alimentare la nostra indolenza e l’unica capacità che ormai sembra abbiamo: quella di fare le vittime e piangerci addosso.

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