Diario

Esteri: Londra non aspetta la fine degli spari per cercare appoggio e garanzie in Italia.

«La Gran Bretagna non si smentisce. È così che, appena annunciata la nuova squadra di governo, viene subito intessuta una tela per rammendare il malandato tessuto della politica e della società italiana… ma con sarti e materia prima britannici ovviamente! Così pensano Cameron e l’intellighenzia di sua maestà. Che sono piantati alle costole del governo non ancora nato, tanto che la BBC alle 13.00 di ieri, parla subito di “un cupo inizio” dopo l’evento di cronaca della sparatoria», esordisce Giorgio Pagano, Segretario dell’Associazione Radicale Esperanto.

«Non c’è da stupirsi dell’ingerenza britannica, in fondo l’isola e i suoi abitanti hanno perseguitato l’Italia fin da prima della sua nascita, ne hanno condizionato il processo di unificazione, hanno avuto le mani in pasta in molte delle tappe più oscure del dopoguerra come ha raccontato con dovizia Fasanella in “Il golpe inglese”.

Ciò che il Regno Unito vuole è trovare un partner ideale per il suo progetto mercantilistico di una Europa unita soltanto dal punto di vista dell’integrazione del mercato interno, per fare sponda contro il blocco franco-tedesco. Blocco che, d’altra parte, non pare più così solido, con Angela Merkel che riceve in casa sua David Cameron e famiglia e apre alla possibilità del libero scambio con gli Stati Uniti. Insomma ci sono seri motivi di preoccupazione, ma rimane pur vero quanto affermato poche settimane fa da Helmut Kohl e cioè che, al di là del rischio di errori che pure potrebbero avere conseguenze pesanti, gli scopi di Inghilterra e Germania sono molto diversi, con quest’ultima che mira alla creazione di un’Europa politicamente unita.

La Gran Bretagna vede l’Italia come la compagna ideale per disarticolare l’eurozona e sfasciare ogni possibile idea di costruzione federale europea. E ha ragione in questo: siamo infatti diventati, fra quelli che nella Ue hanno un peso effettivo, il più colonizzato, il più prono agli interessi angloamericani. Svendiamo il nostro patrimonio umano e artistico, buttiamo via la nostra lingua e la nostra cultura per far guadagnare loro 60 miliardi di euro l’anno solo per l’insegnamento dell’inglese: 26 volte quei 2,3 miliardi di Euro erogati in 17 anni ai partiti dal 1994 al 2011.
Per questo siamo, ancora una volta, il partner ideale. Sottomesso ma ideale» conclude Pagano.

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