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Cultura: Unità nella storia d’Europa ed europei nella mostra dedicata agli impressionisti italiani della Maison Goupil.

Cultura, Pagano (ERA): Unità nella storia d’Europa ed europei nella mostra dedicata agli impressionisti italiani della Maison Goupil.

Dichiarazione di Giorgio Pagano, Segretario dell’Associazione Radicale Esperanto

«Apprendo con gioia che a Rovigo, fino al 23 Giugno, si potranno ammirare, per la prima volta insieme, le opere degli artisti italiani della seconda metà dell’Ottocento che lavorarono per la famosa Galleria Goupil di Parigi. Opere subito resesi popolari, sostenute ed apprezzate da tutto il mondo della cultura creando e alimentando un collezionismo di respiro europeo ed internazionale, la cui scia positiva si è allungata ben oltre gli inizi del Novecento.

Ciò che non deve sfuggire, in questa iniziativa, è la testimonianza di come le diverse culture nazionali europee siano perfettamente in grado di entrare in uno stato di osmosi, di scambio costruttivo, portando alla creazione di opere nuove, inaspettate, profondamente europee. E se queste opere della Maison sono pur sempre confinate ad un gusto lievemente borghese e conformista, ben diversa sarà, di lì a pochi anni, la rivoluzione scoppiata con le avanguardie storiche, che videro il ruolo fondamentale della Russia. Già, quella Russia che, con i suoi centri urbani propulsivi, è stata e quindi è tanto europea quanto la Francia.

Sotto un diverso profilo, è interessante che la mostra esponga, accanto alle opere originali, alcune delle meravigliose incisioni prodotte dalla Maison con le più diverse tecniche e formati, nel desiderio di raggiungere la più ampia base di clienti con un prodotto di altissima fattura e qualità ma a costo contenuto. Migliore esempio non potrebbe esserci riguardo alle caratteristiche che dovrebbe possedere ciascun prodotto europeo del presente e del futuro: originalità, qualità, esclusività, accessibilità. I francesi avevano già capito il successo planetario assicurato dal “fatto in Italia”. Chissà se anche gli italiani ci arriveranno».

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