Iter Italiae

Fini latinisti

di A.C.P.

Una campagna giocata sul glorioso passato: lo dichiarano i “sampietrini” tipici delle strade romane che spiccano alle spalle di Gianfranco Fini nella foto per la campagna elettorale. Il segretario di An scandirà la campagna con un tour: “Iter Italiae”, lo chiamano i manifesti, sfoggiando la lingua del glorioso passato. Peccato che “Iter Italiae” sia maccheronico: in casi simili il latino non usa il genitivo del sostantivo geografico, ma l’aggettivo corrispondente (Giulio Cesare ha scritto il “De bello Gallico”, non il “De Bello Galliae”). Se però i latinisti di An avessero scelto la versione più elegante, sarebbero caduti in una gaffe. “Iter Italicum” è un’espressione familiare agli studiosi, perché è il titolo di un monumentale catalogo dei manoscritti rinascimentali delle biblioteche italiane. Lo ha compilato Paul Oskar Kristeller, un tedesco che Giovanni Gentile salvò dal nazismo, chiamandolo in Italia nel 1934, e poi aiutò a fuggire nel ’39. E forse Fini immaginerà il perché.

(Da L’Espresso, 12/1/2006).

[addsig]

Lascia un commento

0:00
0:00