Tutte lingue dell’Europa oppure lingue e dialetti? Al poeta milanese Carlo Porta, uomo dotato di senso delle proporzioni, non sarebbe venuto in mente di essere un concorrente di Kafka (che peraltro era cecoslovacco ma scriveva in tedesco) o di Milan Kundera. E che dire della sofferta «questione della lingua» agitata da Cattaneo e poi risolta dal Manzoni al momento della stesura finale dei Promessi sposi , con la decisione di «risciacquare i panni in Arno», accettando una volta per tutte il primato sui dialetti della lingua italiana? Per lo stesso problema, oltre un secolo fa, nelle piazze di Atene scoppiarono furibonde battaglie fra i sostenitori della lingua katharevousa e della demotiki, con i puristi da un lato che detestavano la lingua volgare detta anche «maliara» ovvero pelosa e dall’altro i sostenitori della lingua parlata che poi divenne il neogreco. Forse per questo l’ Economist , dopo avere lanciato il sasso delle «lingue» lombarda o napoletana nello stagno inquieto della nuova Europa, evita di andare a fondo e non spiega. Ma come giustificare allora la mancanza, fra le tante «lingue» italiane che poi sono dialetti, del toscano, del sardo, del piemontese, del romanesco o dell’abruzzese? | |
| Renzo Cianfanelli | |
9AN JANUARO 2004 – Cultura – http://www.corriere.it/edicola/index.jsp?path=CULTURA&doc=CIANFANELLI | |
Tiu ĉi mesaĝo estas modifita de: Michele.Gazzola, 09 Jan 2004 – 09:29 [addsig]










