INTERROGAZIONE PARLAMENTARE

INTERROGAZIONE PARLAMENTARE.

XII Legislatura – Seduta del 6 dicembre 1994

Vito, Bonino, Calderisi, Taradash, Vigevano, Strik Lievers e Taradash.

Al Ministro della Pubblica Istruzione.

Per sapere – premesso

– che la Commissione sulla Lingua Internazionale (detta esperanto) istituita dal Ministero della Pubblica Istruzione con Decreto Interministeriale il 29 aprile 1993 ha concluso i propri lavori con una Relazione Finale il 22 dicembre 1993;

– che nelle premesse di tale R.F. si afferma: "I dati sull’insegnamento della lingua straniera, anche nella sua recente introduzione alle elementari, dimostrano che tale insegnamento rischia di trasformarsi, tout court, nell’insegnamento/apprendimento della lingua inglese. Come si rileva dalla relazione "Iniziative di monitoraggio sulla riforma della scuola elementare" del MPI (pag.6) il 73% delle classi in cui è attivato l’insegnamento della L2 ha scelto l’inglese.

A poco sono valsi e valgono gli accorgimenti, anche tecnici, per evitare un simile riduttiva e pericolosa visione dell’insegnamento/apprendimento delle lingue straniere.

Oltre a problemi occupazionali di non facile soluzione per insegnanti di altre lingue, ne deriva che:

– viene snaturato l’approccio umanistico e culturale, "vocazionale", dell’apprendimento di una lingua straniera che implica la conoscenza di usi, costumi, cultura etc. di un popolo, in nome della "necessità" di apprendere quella e non altre lingue;

– vengono elusi e di fatto negati i principi guida comunitari del plurilinguismo i quali, evidentemente, cos come finora perseguiti favoriscono solo il monolinguismo, e il monolinguismo inglese. D’altra parte, l’apprendimento di più lingue straniere non garantisce la comunicazione internazionale di ciascuno con tutti, che dovrebbe invece essere assicurata come diritto di ogni cittadino europeo uscente dalla scuola dell’obbligo;

– viene messa in serio pericolo di estinzione, grazie all’esito monolinguista, addirittura la stessa lingua materna. Una lingua è praticamente messa nella condizione di auto-estinguersi allorché, nelle scuole infantili del popolo che la parla, si conceda l’ingresso all’insegnamento della lingua straniera con l’argomento che quella che veramente vale e varrà però è la lingua inglese, non le altre né la lingua nazionale. In tali condizioni la lingua inglese non può non sopraffare la lingua nazionale e non balzare perciò al posto di lingua prima. Difatti tra una lingua in ascesa come lingua del presente e dell’avvenire e una lingua in decadenza come lingua del passato non può non prevalere che la lingua in ascesa.

Sono queste le fondamentali ragioni per le quali l’introduzione di una lingua straniera non etnica ma autenticamente internazionale nelle nostre scuole è oggi necessaria."

– che nelle conclusioni della suindicata Relazione, dichiarando l’esistenza di ottime ragioni a favore dalla introduzione dell’esperanto nelle scuole e denunciando come esse siano state trascurate o addirittura nascoste da voluta disinformazione, si legge: "Questo stato di cose ha provocato il grande, probabilmente grave, ritardo nel comprendere l’opportunità culturale, sociale e politica della "messa in gara" di una lingua straniera non etnica e autenticamente internazionale accanto alle altre insegnate nelle nostre scuole.

La lingua internazionale si pone alla base di una pià appropriata concezione del plurilinguismo nell’Unione europea e consente l’elaborazione di una nuova, pià realistica, politica delle lingue. Essa infatti:a) educa alla costruzione della pace, introducendo la concezione di appartenenza all’unica famiglia umana e ad un "ambiente mondiale", anziché geo-nazionalmente determinato e circoscritto. In un tempo di nazionalismi risorgenti, talvolta in forma esasperata, diffondere un veicolo di comprensione internazionale che fa della uguale dignità dei popoli e delle loro espressioni linguistiche uno dei suoi punti di forza, significa far superare la visione nazionalmente angusta che al concetto di nazione resta legata anche quando si apre alle lingue di altre nazioni;
b) contribuisce, di fatto, alla salvaguardia della diversità linguistica e culturale europea e mondiale;
c) consente relazioni transnazionali, culturali e commerciali, in una lingua comune, senza discriminazioni, pienamente apprendibile nell’arco degli anni di studio della sola scuola dell’obbligo;
d) facilita, insegnata come Orientamento Linguistico, lo studio e l’apprendimento delle lingue nazionali straniere ;
e) evita il predominio di una o due lingue "maggiori" nell’insegnamento delle possibili lingue straniere;
f) arricchisce la riflessione metalinguistica anche sulla lingua materna;
g) consente notevoli economie di denaro e di tempo, sia nella preparazione degli insegnanti che nel lavoro dei discenti, con vantaggio anche per altre materie di studio come l’apprendimento di lingue straniere etniche (sarebbe d’altro canto auspicabile uno studio comparativo che approfondisca i costi in denaro e tempo necessari rispettivamente per l’attuazione dell’insegnamento / apprendimento di una lingua straniera etnica e della lingua internazionale)."

– che la Commissione ministeriale ha elaborato una serie di concrete proposte per promuovere l’uso della Lingua Internazionale e segnatamente:

1) "Senza modifiche legislative né ulteriori spese, nell’ambito della Legge di Riforma della scuola elementare è possibile, da subito, con decreto ministeriale, aggiungere la lingua internazionale (detta esperanto) alle lingue straniere attualmente insegnate nella scuola elementare, prevedendo opportune modalità di promozione e attuazione come, per esempio:

– la realizzazione di un opuscolo informativo e di materiale di formazione sulla lingua internazionale, con la collaborazione delle suddette associazioni e/o organizzazioni, indirizzato alle componenti della Pubblica Istruzione sopra menzionate;

– l’istituzione di corsi di formazione di lingua esperanto per insegnanti elementari, sul modello di quelli già istituiti per i docenti di lingue straniere, con il supporto delle associazioni e organizzazioni competenti"

2) "E’ ovvio, altresì che nell’ambito della molteplicità di ordini e gradi scolastici, sono possibili innumerevoli, ulteriori iniziative di informazione, studio, sperimentazione, promozione, formazione eccetera. Ad esempio il Ministero potrebbe:

A) avviare sperimentazioni linguistiche e promuoverle nell’ambito dell’Unione Europea durante il prossimo semestre di presidenza italiana dell’Unione:

– il Ministero P.I. potrebbe far conoscere subito a livello europeo ed internazionale questa stessa Relazione, a cominciare dagli analoghi ministeri;

– si potrebbero proporre iniziative di sperimentazioni parallele, nei Paesi dell’Unione, tenendo conto dei diversi ordinamenti scolastici;
B) curare seminari di studio e aggiornamento relativamente alle scuole secondarie di 1° e 2° grado;
C) svolgere, nell’ambito della Direzione Generale Scambi Culturali e con l’ausilio delle competenti associazioni e organizzazioni esperantiste, un’opera di collegamento per gli interscambi internazionali;
D) acquisire nell’ambito della Direzione Generale per l’Istruzione Elementare elementare, tutte le informazioni sul Metodo di Paderborn e, quindi, organizzare due seminari di aggiornamento e studio rispettivamente per gli Ispettori e per gli insegnanti di L2 nelle elementari, eventualmente organizzati in collaborazione con l’Istituto di Pedagogia cibernetica dell’Università di Paderborn e la presenza del Prof. H. Frank;
E) avviare un monitoraggio mirante ad accertare in quanto tempo e con quali risultati sia possibile fornire a insegnanti elementari la conoscenza della lingua internazionale e la capacità d’insegnarla a fini propedeutici;
F) viste le rilevanti valenze interculturali della lingua internazionale, promuoverne l’uso all’interno di peculiari progetti ministeriali quali, ad esempio, il Progetto Giovani e il Progetto Ragazzi 2000 oppure cooptare una rappresentanza esperantista al loro interno.

Sembra opportuno, infine, che il Ministero invii osservatori alle pià importanti manifestazioni nazionali e internazionali esperantiste."

1) Perché il Ministro non abbia provveduto a rendere "subito conosciute tali tematiche nella scuola attraverso una Circolare ministeriale indirizzata alle Direzioni Generali, agli Ispettori, alle Sovraintendenze, ai Provveditori, e quindi ai Capi di Istituto, agli IRRSAE, al CEDE, alla Biblioteca di Documentazione Pedagogica" allegando la Relazione in oggetto, cos come proposto dalla Commissione. Se e quando intende farlo.

2) Se, in rapporto alle conclusioni della CM, si sono compiuti i necessari passi perché la lingua internazionale venga affiancata – anche per le sue qualità glottodidattiche – alle quattro lingue attualmente insegnabili nella scuola elementare.

3) quali delle proposte della Commissione ministeriale in rapporto ai vari ordini e gradi scolastici – sopra riportate e indicate con le lettere A, B, C, D, F – sono state stata accettate e/o è sono in fase avanzata di attuazione.

4) Se, nell’ambito della riforma della scuola Secondaria, è già prevista la possibilità per gli studenti di apprendere anche la lingua internazionale esperanto.

(4-05913)

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