Interpretazione originale

La storia

La gaffe arriva prima del trionfo di Wembley. Ma a Zagabria non se la prendono

Storpia l’inno, diventa un eroe

Un inglese reinterpreta le parole del testo croato: «Portafortuna» Tony Henry scambia una «r» con una «d». E la strofa prende un significato volgare: «Non ho scuse, colpa dell’emozione»

di Guido Santevecchi

Il comune suddito di Sua Maestà non ha tra le sue molte doti quella di essere poliglotta. L’inglese è così diffuso che anche all’estero un britannico è convinto di poter semplicemente aprire la bocca per farsi capire. Il serbo-croato per di più non è propriamente facile. Così il tenore Tony Henry che mercoledì a Wembley ha cantato l’inno della Croazia può sicuramente essere scusato se ha scambiato una «r» con una «d». Ma ora si scopre che l’errore avrebbe fatto svenire la regina Vittoria e ha avuto un impatto sul risultato: 3 a 2 per gli ospiti e Inghilterra eliminata. L’artista Henry è inciampato sulla strofa «mila kuda si planina», che tradotto approssimativamente significa «sai mia cara (patria) quanto amiamo le tue montagne». Sulle note è volato invece «mila kura si planina». I giocatori croati erano tutti sull’attenti, mano sul cuore, ma subito la loro espressione è cambiata. Sorrisi e strizzate d’occhio. Perché «kurac» vuol dire «pene», o peggio, è la parola volgare per definire il sesso maschile. Così il significato, sempre approssimativo, della frase risuonata nel tempio del calcio mondiale era «tu sai mia cara, il mio pene è una montagna». «Non ho scuse, dev’ essere stata l’emozione di cantare di fronte a 80 mila persone a Wembley», ha detto Henry. «Se ho offeso i croati mi dispiace profondamente». Ma a quanto pare a Zagabria non se la sono presa. Qualcuno dice che la gaffe ha rilassato i giocatori, dando la carica per affrontare con disinvoltura la gara. Un diplomatico croato che era allo stadio assicura di non essersi accorto dell’errore: «Ha cantato bene e la nostra lingua è difficile e poco diffusa». La dottoressa Vladislava Ribnikar della facoltà di Lingue slave dell’università di Nottingham precisa che anche se la parolaccia è «kurac», con la «c» dura in fondo, «kura fa arrivare il messaggio forte e chiaro». Secondo il giornale Vecernij List, Mr Henry sarà invitato a cantare a Pola. E qualche tifoso croato vorrebbe il tenore inglese anche agli Europei dell’anno prossimo, come portafortuna.

(Dal Corriere della Sera, 25/11/2007).

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