Int. a R. Haass : STIAMO ENTRANDO NELL’ERA POST NATO EUROPA AI MARGINI‏

«In Afghanistan obiettivi limitati»

DAL NOSTRO INVIATO
NEW YORK – «11 capo del Pentàgono, Robert Gates, potrebbe non essere stato abbastanza pessimista quando ha detto che il futuro dell`Alleanza Atlantica è oscuro. Le alleanze funzionano
quando si sa con chiarezza chi è il nemico, quali sono gli amici, quali sono le responsabilità di ognuno, i vantaggi che possono venire per tutti da un`azione comune. Era vero ai tempi della Guerra fredda, ora non più. L`Europa ha perso la centralità geopolitica di un tempo.
E in futuro la sua influenza su quanto avviene al di là dei suoi confini si ridurrà drasticamente».

Richard Haass, il diplomatico Usa che in passato ha diretto la pianificazione strategica al Dipartimento di Stato (quando ministro era Colin Powell) e che da otto anni presiede il Council on Foreign Relations di New York, il più autorevole centro studi di politica internazionale d`America, è un uomo abituato a misurare le parole.
Per questo i giudizi taglienti contenuti in un lungo editoriale che ha pubblicato sul Washington Post hanno fatto scalpore.

Le sue parole, insieme a quelle di Gates, hanno costretto a un brusco risveglio molti esponenti dell`establishment politico ed economico europeo abituati a considerare il Council il naturale punto d`approdo del dialogo transatlantico. Magari li aveva illusi Obama parlando, davanti al Parlamento di Londra, di perdurante centralità dell`alleanza euroamericana.

«Nelle mie parole – spiega ora Haass dal suo ufficio sulla Park Avenue – non c`è alcun attacco all`Europa. Quella dell`ineluttabile ridimensionamento del suo ruolo internazionale è una constatazione oggettiva, che in gran parte nasce dal suo stesso successo. Oggi le regioni più significative del mondo sono due: l`Asia, soprattutto per motivi positivi, una crescita tumultuosa, e il Medio Oriente, dove, nonostante le tante speranze, prevalgono tensioni ed elementi di segno negativo. L`Europa non è più un continente dilaniato: i conflitti storici sono stati in gran parte risolti, la minaccia del blocco comunista eliminata. I Paesi dell`area sono liberi e abbastanza stabili. È positivo, ammirevole.
Questo sposta gli interessi degli Stati Uniti altrove.
E un fatto della vita».

Anche se priva di unità politica, la Ue dovrebbe restare un protagonista di prima grandezza nelle relazioni internazionali, oltre che in economia.

«In parte lo è, ma qui bisogna tener conto, oltre che dei cambiamento di scenario geopolitico, del fatto che pace e prosperità hanno cambiato l`atteggiamento di molti europei. C`è meno interesse per quello che avviene nel resto del mondo, si va diffondendo un certo provincialismo».

Che ne sarà della Nato? La Russia ha ancora un arsenale nucleare formidabile. E la nuova missione post-Guerra fredda accettata dall`Alleanza (gli interventi di polizia internazionale e la lotta al terrorismo anche con l`impegno in Iraq e Afghanistan) è quella auspicata dagli Usa.

«Le forze americane in Europa continueranno a ridursi. Del resto sono già calate di quasi i due terzi. È inevitabile e non solo perché gli europei sono restii a fare la loro parte nella ripartizione
delle spese. Questo è un problema che era stato sollevato già quarant`anni fa al Congresso ma ora, alle prese con una crisi economica e fiscale di una gravità senza precedenti, gli americani vogliono che il governo si concentri di più sui problemi interni. Ma c`è anche il dato strategico: gran parte dell`arsenale russo è obsoleto, continuare a schierare certe batterie di missili è semplicemente anacronistico».

Si va verso il «rompete le righe» dell`Alleanza anche in Afghanistan dopo il discorso di Obama di ieri notte?

«Personalmente ritengo che la riduzione dell`impegno militare a Kabul dovrebbe procedere anche più rapidamente di quanto annunciato.
A parte la lotta al terrorismo, non vedo quali altri obiettivi politici posiamo ottenere in quell`area.
Lo sforzo è sproporzionato. Il negoziato coi talebani è una cosa positiva, ma è meglio non farsi illusioni. Non e possibile dividere il potere con loro. Possiamo solo sperare che chiudano la porta alle centrali del terrore. Quanto al ruolo Nato, vale quello che le dicevo prima: priorità e interessi dell`Europa e degli Usa non sono più gli stessi, la nuova missione non ha funzionato. Le relazioni transatlantiche entrano nell`era post-alleanza. Un`era nella quale gli Usa avranno relazioni discrezionali e selettive coi singoli partner Nato: Gran Bretagna, Francia, Germania. A volte l`Italia».

Massimo Gaggi

Corriere della Sera, pag. 15

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