La figura qui accanto, comprende una serie di segni. Per memorizzare questi segni e l’ordine successivo di essi nell’insieme, un bambino ha bisogno almeno di due minuti. Ma un particolare insegnamento preparatorio di non oltre 5-6 secondi, può facilitare l’apprendimento a tal punto che chiunque potrà imparare questa serie di segni, nell’ordine giusto, in circa 10 secondi.

Il particolare insegnamento propedeutico consiste nell’informazione seguente: Tutti i segni sono simmetrici. Basta prendere in esame la metà destra. Coprite, dunque, la metà sinistra della colonna con l’aiuto di un foglio di carta. Grazie a questa breve informazione, si vedrà subito, che le otto figure scoperte non sono altro che i primi otto numeri cardinali. Così in circa 10 secondi si sono guadagnati almeno 100 secondi nell’apprendimento.

L’idea di perdere un po’ di tempo per guadagnarne molto di più successivamente è sfruttata soprattutto nella didattica delle scienze: prima di insegnare l’oggetto stesso dello studio in tutta la sua complessità, si presenta un modello di esso, pedagogicamente adeguato.

In un corso di biologia, ad esempio, viene usato come modello uno scheletro umano costruito appositamente, completo, regolare, senza le deformazioni e i difetti degli scheletri veri, scomponibile affinché si possano osservare separatamente i diversi elementi, anche se in realtà essi non sono dissociabili.

Presso l’Istituto di Pedagogia Cibernetica dell’Università di Berlino e Paderborn in Germania, anche per l’apprendimento delle lingue straniere, è stato studiato e sperimentalmente confermato un metodo simile.
L’insegnamento propedeutico svolto da questo Istituto prepara gli alunni a prendere coscienza delle caratteristiche essenziali delle lingue, usando come modello la Lingua Internazionale o Internacia Lingvo (quella che erroneamente viene chiamata col nome del suo inventore, il Dott. Esperanto. Nel nostro caso viene sfruttata la capacità di “algebra elementare delle lingue” di questo idioma. Lingua di semplice e chiara struttura, assolutamente regolare – un “capolavoro linguistico” l’ha definita Umberto Eco – e, grazie al suo carattere agglutinante, scomponibile in elementi morfologici combinabili. Un modello che è facile da assimilare e sviluppa l’attitudine allo studio delle altre lingue

Già prima degli esperimenti compiuti dal Prof. Helmar Frank in Germania, simili ricerche sono state svolte in Ungheria da ISzerdahelyi, dell’Università delle Scienze a Budapest. Un gruppo di scolari di madrelingua ungherese, dopo aver studiato la Lingua Internazionale per due anni nella III e nella IV classe della scuola primaria, é stato suddiviso per iniziare l’apprendimento del russo, del tedesco, dell’inglese e del francese. Secondo i risultati, l’acquisizione della lingua russa fu facilitata dal preliminare studio della Lingua Internazionale per il 25%, la riduzione delle difficoltà fu del 30% per il tedesco, del 40% per l’inglese, e addirittura del 50% per il francese. In altri termini, i bambini che avevano ricevuto l’insegnamento preparatorio, hanno ottenuto risultati notevolmente migliori dei loro coetanei privi di un’analoga introduzione allo studio delle lingue straniere.

Questo sistema di insegnamento propedeutico fu messo in pratica anche in Germania, con un numero molto maggiore di scolari, ma al solo fine di trovare un mezzo per facilitare l’apprendimento dell’inglese. Risultò che, dopo due anni di orientamento linguistico attraverso la Lingua Internazionale, il vantaggio era di circa il 30%.

Gli esperimenti condotti e più volte ripetuti all’Università di Berlino e Paderborn sono andati oltre:
Gli alunni erano divisi in due gruppi concorrenti. Uno cominciava lo studio della lingua inglese nella III elementare (A), l’altro invece seguiva l’insegnamento propedeutico tramite la Lingua Internazionale ed iniziava l’inglese solo nel V anno scolastico (B). Il programma per la Lingua Internazionale richiedeva complessivamente 160 ore, che può sembrare un’enorme perdita di tempo ma, secondo i risultati finali, nel VII anno scolastico il gruppo B raggiungeva nell’apprendimento dell’inglese il livello del gruppo A e nell’VIII anno lo superava. In altri termini coloro che hanno beneficiato dell’insegnamento propedeutico hanno guadagnato più tempo di quanto non ne abbiano perduto per la preparazione.

In Italia è stata effettuata una sperimentazione del genere presso le scuole di San Salvatore di Cogorno (Ge). Dopo lo studio della Lingua Internazionale nell’arco del secondo ciclo didattico della scuola elementare, gli alunni di due classi sono stati distribuiti nelle sezioni di lingua francese della scuola media. Le prove eseguite, al termine del terzo anno, hanno dimostrato che i ragazzi provenienti dalle classi sperimentali sono stati avvantaggiati nell’apprendimento del francese. Nei tests di controllo essi hanno totalizzato in media 60 soluzioni giuste su 100, mentre i loro compagni hanno raggiunto il 49%. I consigli degli studiosi della cibernetica applicata alla pedagogia e all’insegnamento delle lingue straniere sono i seguenti:

  1. Gli studi linguistici siano iniziati fin dalla scuola elementare, cominciando non oltre i 7/8 anni con un biennio di Lingua Internazionale.
  2. Dopo l’introduzione della lingua straniera la Lingua Internazionale venga utilizzato nell’insegnamento di una determinata materia, ad esempio la geografia, e come mezzo di comunicazione interscolastica (corrispondenza).
  3. Ci si sforzi per coordinare i passi necessari in tutti i paesi della Comunità Europea per assicurare una più facile comprensione linguistica fra i cittadini.

 

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