Inglese obbligatorio: scelta coloniale, non comunitaria e di libertà. I radicali chiedono a Ciampi..

Inglese obbligatorio: scelta coloniale, non comunitaria e di libertà. I radicali chiedono a Ciampi d’essere immediatamente ricevuti e di fermare il decreto governativo.

Con una lettera indirizzata al Capo dello Stato il Partito radicale e l’associazione radicale “Esperanto” hanno chiesto a Ciampi d’essere immediatamente ricevuti e di non apporre la Sua firma al “Decreto legislativo concernente la definizione delle norme generali relative alla scuola dell’infanzia e al primo ciclo dell’istruzione, ai sensi della legge 28 marzo 2003, n. 53” approvato nella seduta di Consiglio dei Ministri in data 23.01.2004. In tale Decreto, infatti, a dispetto di tutti i Trattati comunitari che affermano la parità delle lingue dell’Unione e con un colpo di mano sulla Legge Delega n. 58 che, all’art. 2, parlava di «alfabetizzazione in almeno una lingua dell’Unione europea», viene abolita tale libertà di scelta della lingua, seppure limitata all’ambito comunitario, e imposta a tutti, nell’art. 5, la sola lingua inglese sancendo il monopolio di una superlingua sulle altre e affermando una sorta di “Jus primae… linguae”.

 

Roma, 9.02.2004
Ufficio Stampa
Tel. 06689791
Fax 0668805396

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  • Inglese obbligatorio: scelta coloniale, non comunitaria e di libertà. I radicali chiedono a Ciampi d’essere immediatamente ricevuti e di fermare il decreto governativo.

    Con una lettera indirizzata al Capo dello Stato il Partito radicale e l’associazione radicale “Esperanto” hanno chiesto a Ciampi d’essere immediatamente ricevuti e di non apporre la Sua firma al “Decreto legislativo concernente la definizione delle norme generali relative alla scuola dell’infanzia e al primo ciclo dell’istruzione, ai sensi della legge 28 marzo 2003, n. 53” approvato nella seduta di Consiglio dei Ministri in data 23.01.2004. In tale Decreto, infatti, a dispetto di tutti i Trattati comunitari che affermano la parità delle lingue dell’Unione e con un colpo di mano sulla Legge Delega n. 58 che, all’art. 2, parlava di «alfabetizzazione in almeno una lingua dell'Unione europea», viene abolita tale libertà di scelta della lingua, seppure limitata all’ambito comunitario, e imposta a tutti, nell’art. 5, la sola lingua inglese sancendo il monopolio di una superlingua sulle altre e affermando una sorta di “Jus primae… linguae”.

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    Con una lettera indirizzata al Capo dello Stato il Partito radicale e l’associazione radicale “Esperanto” hanno chiesto a Ciampi d’essere immediatamente ricevuti e di non apporre la Sua firma al “Decreto legislativo concernente la definizione delle norme generali relative alla scuola dell’infanzia e al primo ciclo dell’istruzione, ai sensi della legge 28 marzo 2003, n. 53” approvato nella seduta di Consiglio dei Ministri in data 23.01.2004. In tale Decreto, infatti, a dispetto di tutti i Trattati comunitari che affermano la parità delle lingue dell’Unione e con un colpo di mano sulla Legge Delega n. 58 che, all’art. 2, parlava di «alfabetizzazione in almeno una lingua dell'Unione europea», viene abolita tale libertà di scelta della lingua, seppure limitata all’ambito comunitario, e imposta a tutti, nell’art. 5, la sola lingua inglese sancendo il monopolio di una superlingua sulle altre e affermando una sorta di “Jus primae… linguae”.

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