INGHILTERRA, STOP ALLA RIVOLTA ANTI-ITALIANA (Il Messaggero)


di PIER PAOLO PITTAU
ROMA – Un gran sventolio di Union Jack ha accompagnato i festeggiamenti davanti alla raffineria di Lindsey, in Lincolnshire, per la vittoria ottenuta ieri dai lavoratori britannici dopo sette giorni di scioperi selvaggi, una protesta che ha assunto toni xenofobi e protezionistici, e creato non pochi problemi al governo di Gordon Brown, Gli operai britannici avevano bloccato l`impianto della Total per protesta contro la loro esclusione dai lavori per una nuova unità della raffineria, appaltata dalla multinazionale francese all`italiana Irem. L`accordo raggiunto ieri tra i sindacati e la Total li ha accontentati e l`hanno votato all`unanimità: l`intesa prevede la creazione di 102 nuovi posti di lavoro per i britannici in aggiunta ai 195 già assegnati agli stranieri della Irem, in gran parte italiani e portoghesi. Sciopero sospeso, dunque, e lunedì tutti al lavoro, anche se la lotta è destinata a proseguire su altri fronti. Ad accordo approvato, Derek Simpson, segretario generale di uno dei sindacati coinvolti nelle trattative, Unite, ha voluto precisare che la sua organizzazione non è né protezionista ne xenofoba. «Il problema ha detto — non sono i lavoratoriidi altri Paesi europei che lavorano in Gran Bretagna, né le società straniere che vincono appalti in Gran Bretagna. Il problema è che si impedisce ai lavoratori britannici anche solo di fare domanda di lavoro in questi appalti». Il governo, secondo Simpson, deve intervenire perché «a nessun lavoratore europeo sia impedito dì fare domanda per un lavoro britannico», ma anche perché «a nessun lavoratore britannico sia impedito di fare domanda per un lavoro britannico». Gli scioperi, aggiunge Unite, non erano diretti contro gli italiani (a volte attaccati nei cartelli inalberati dai manifestanti); anzi, in base all`accordo tutti gli italiani conserveranno il posto. Lo ha detto, mettendoci dentro anche una battuta calcistica, il capo dei negoziatori di Unite, Bernard McAuley: «Ci siamo assicurati che nessun italiano venga licenziato. Abbiamo ottenuto posti di lavoro per 102 britannici, e ci siamo anche assicurati che Fabio Capello rimanga commissario tecnico della Nazionale inglese. Noi vogliamo integrazione, non segregazione». La lotta si sposterà ora alla raffineria di Staythorpe, nel Nottinghamshire, «e dovunque si commette un`ingiustizia», ha detto un dirigente di un altro sindacato del settore, Phil Whitehurst`della GMB. Anche a Staythorpe, dove devono essere costruiti nuovi impianti, si teme che i necessari 850 nuovi posti di lavoro vadano a tecnici non britannici. Soddisfatta, per l`accordo di Lindsey, la Total, che in un comunicato si dice ansiosa «di iniziare a lavorare con le aziende appaltatrici per il progetto di espansione da 200 milioni, un progetto che assicurerà il futuro della raffineria e dell`occupazione locale per molti anni. I lavoratori addizionali saranno impiegati in nuovi posti accanto a quelli della Irem e dei suoi dipendenti. Non ci sarà nessuna perdita di posti di lavoro in seguito a questa intesa». E soddisfatta anche la Irem di Siracusa, il cui vicepresidente Giovanni Musso ha detto di essere contento «che la situazione si sia sbloccata, soprattutto perla sicurezza dei nostri lavoratori, ma sul piano operativo non sappiamo quello che accadrà: stiamo parlando di questo con Total». Gelo continuo, invece, tra i sindacati e il governo Brown che più volte ha condannato gli scioperi selvaggi.


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