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Infrastrutture per combustibili alternativi: la UE ti impone la scossa… ma solo in inglese.

In Italia, la transizione all’elettrico è al centro di polemiche feroci: l’Automobile Club d’Italia (ACI) denuncia (maggio 2026) che il divario infrastrutturale tra Nord e Sud sta creando cittadini di serie A e serie B, con migliaia di colonnine promesse e mai installate. Mentre gli italiani imprecano davanti a colonnine guaste o inesistenti, la UE decide il futuro delle nostre strade pubblicando la revisione delle regole SOLO IN INGLESE. Un assessore alla mobilità di un comune del Sud o un installatore italiano vengono zittiti dal razzismo linguistico.

La Truffa del razzismo linguistico: Il documento che stabilisce dove e come potrai ricaricare la tua auto nei prossimi dieci anni è disponibile SOLO IN INGLESE dall’11/05/2026 all’08/06/2026. Come può un utente o un’impresa italiana dire la sua se la UE gli nega la lingua madre?

ANALISI DELL’ESCLUSIONE:

  • 1,3% privilegiato: L’élite anglofona che gestisce gli appalti miliardari della “Green transition”.

  • 98,7% escluso: La stragrande maggioranza degli europei, ridotti a sudditi che devono subire standard di ricarica decisi in una lingua che non è la loro.

DATI FISSI PIZZO ANGLOCOLONIALE: Paghiamo miliardi per essere umiliati e fermati:

  • 66 miliardi €/anno per l’Italia (1.112,40 € pro capite).

  • 490 miliardi €/anno per l’UE.

Oggi i “nuovi negri” sono gli automobilisti italiani, che pagano il pizzo per un’infrastruttura di cui non possono nemmeno discutere le regole.

La goccia scava la roccia…
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