Il sogno europeo di Enrico Letta

Il sogno europeo di Enrico Letta

Eric Jozsef, Libération, Francia

Il capo del governo italiano chiede un`Unione europea più politica, che elegga a suffragio universale il suo presidente. Il porto a cui il nostro viaggio è rivolto sono gli Stati Uniti d`Europa e la nostra nave si chiama democrazia. Guardiamo con ammirazione lo sviluppo delle altre nazioni, in particolare in Asia e in Africa, ma non vogliamo sognare i sogni degli altri". In occasione del suo discorso in parlamento prima del voto di fiducia, il presidente del consiglio Enrico Letta ha insistito sulla necessità di un`Unione europea più forte. Al di là delle questioni economiche, fiscali e di moralizzazione della vita politica nazionale – con la soppressione tra l`altro delle indennità dei ministri che sono anche parlamentari – il presidente del consiglio si è chiaramente pronunciato per un`Europa politica integrata, in contrasto con la riluttanza di Francis Hollande e con la vaghezza della cancelliera Angela Merkel. Letta ha dichiarato di essere favorevole all`elezione a suffragio universale del presidente dell`Unione europea, alla nascita di un sistema di difesa comune e alla costituzione di veri partiti politici europei. Ripetendo con insistenza che "l`Europa può tornare a essere il motore dello sviluppo sostenibile" solo se continua sulla strada dell`integrazione. Il capo del governo ha ricordato che "il destino di tutto il continente è strettamente legato". Per illustrare il suo impegno "europeo ed europeista", Letta ha annunciato che andrà subito a Bruxelles, Berlino e Parigi. Inoltre ha assicurato che l`Italia osserverà i suoi impegni nei confronti dell`Unione europea, e ha garantito che sarà rispettata la "disciplina della finanza pubblica, che era e resta indispensabile per contenere i tassi di interesse e sventare possibili attacchi finanziari", ma ha indicato che spera di avere un margine di manovra maggiore nei suoi negoziati con la Commissione europea per poter finanziare delle politiche di rilancio economico. E ha ricordato che "l`Europa è in crisi di legittimità ed efficacia proprio quando tutti i paesi membri e tutti i cittadini ne hanno più bisogno".

Le promesse

Letta, prendendo come modello per la sua azione futura la situazione dei partner europei, ha criticato le disuguaglianze sociali che ci sono in Italia, ricordando per esempio che solo il io per cento dei ragazzi figli di genitori che hanno la maturità riesce ad arrivare alla laurea, rispetto al 40 per cento del Regno Unito, al 35 per cento della Francia e al 33 per cento della Spagna. Durante il suo discorso Letta ha elencato i ritardi e le carenze dell`Italia, chiedendo alla classe politica di fare una profonda autocritica, ma è tornato in continuazione alla questione europea. Del resto è in questa logica che ha nominato agli esteri l`ex commissario Emma Bonino, che in settembre spiegava sulle pagine di Libération: "Non abbiamo più scelta, non possiamo più difendere lo status quo. Se vogliamo evitare di ricadere nei nazionalismi più retrogradi bisogna fare il salto verso gli Stati Uniti d`Europa". Le forze politiche italiane, di destra, di centro e di sinistra, presenti in parlamento hanno messo l`accento sulle promesse del nuovo capo dell`esecutivo in materia di riforme istituzionali e di riduzione della pressione fiscale sull`occupazione, ma Letta ha in realtà mandato un messaggio all`intero continente. Non a caso ha dedicato un lungo passaggio del suo discorso al Nobel per la pace che l`anno scorso è andato all`Unione europea, sottolineando che non si tratta di un "premio alla memoria". Per poi concludere: "Pensare l`Italia senza l`Europa è il vero limite della nostra sovranità".

Da Internazionale, 03.05.2013

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