Il Partito Federalista Europeo e l’Esperanto

LA BANDIERA DI ESPERANTO

Anche questa bandiera può essere scelta a rappresentare una Umanità di liberi e uguali, dove ogni supremazia è disconosciuta e perfino l’imperialismo culturale è reso impossibile, perché ogni Uomo si rivolge all’Uomo di diversa lingua materna in una lingua terza, cosicché nessuno dei due si trova, di fronte all’altro, in situazione d’inferiorità. Questa lingua è l’Esperanto, e questa è la sua bandiera, nata nel 1893, dove il verde è il colore della pace e della speranza, e la stella con cinque punte rappresenta i cinque continenti.

Non è questo il luogo per parlare della lingua creata nel 1887 da Lazzaro Ludovico Zamenhof (nella foto), della sua incredibile facilità d’apprendimento e della ancor più incredibile difficoltà che incontra ad affermarsi come effettiva lingua internazionale. C’è una miriade di siti web dove il nostro visitatore può trovare una risposta alla sua curiosità: non ha che da immettere la parola “esperanto” in qualsivoglia motore di ricerca. Preme piuttosto rilevare la interna ideo dell’esperanto: l’abbattimento della barriera linguistica, cioè dell’incomprensione, che è la molla principale della diffidenza, pronta a trasformarsi in odio. Zamenhof, figlio di un insegnante di lingue ebreo, nacque a Bialystok (ora in Polonia, allora nell’Impero zarista), dove spesso si verificavano episodi sanguinosi di violenza fra gli abitanti polacchi, russi, lituani ed ebrei; il ragazzo ne rimase profondamente colpito e si formò presto in lui il convincimento che l’odio nasceva principalmente dalla reciproca incomprensione, e che se fosse esistita una lingua comune, tutti sarebbero vissuti in maggiore concordia. Pur perseguendo e portando a termine studi di medicina (divenne oftalmologo), studiò indefessamente il problema e alla fine creò e perfezionò la lingua che volle chiamare col nome della speranza. Questo motivo ispiratore, l’aspirazione alla pace e alla comprensione fra i popoli, non è mai venuto meno fra gli esperantisti, perciò perseguitati dai nazionalismi totalitari di destra e di sinistra. Questa aspirazione è palese anche nell’Inno che state ascoltando, composto dallo stesso Zamenhof e musicato da Félicien Menu de Ménil.

È questa profonda aspirazione che spinse Sergio Maria Pisana, a contribuire, nel congresso di Monaco del Partito federalista europeo (29 settembre 1981), alla adozione dell’esperanto come lingua del Partito. Nella testé pubblicata “Piccola storia di un'Idea da compiere” (Mantova, 2004), dove Dacirio Ghizzi Ghidorzi traccia le grandi linee di quella esperienza indimenticabile e precorritrice che è stato il Partito federalista europeo, viene ricordato: “Molto animata fu la discussione sul punto 14 all'ordine del giorno relativo all'esperanto quale lingua europea del PFE. Su questo tema il delegato italiano prof. Sergio Maria Pisana di Roma presentò un testo scritto in cui fra l'altro diceva: “Nonostante io non conosca l'esperanto, gli do il benvenuto, perché offre a tutti gli europei le stesse difficoltà e le stesse possibilità di apprendimento. Con l'accettazione dell'esperanto come lingua ufficiale il PFE dà un esempio tangibile dello spirito universalistico che lo anima”.

Nella foto, la pagina della rivista L’Esperanto del febbraio 1982, che riporta la parte conclusiva del saluto recato da Sergio Maria Pisana, in nome del Partito federalista europeo, al 52° congresso della Federazione esperantista italiana. Chi conosce l’esperanto vedrà che Pisana si richiama particolarmente alla seguente frase di Zamenhof: “A chi mi domanda a qual popolo io senta di appartenere, rispondo: all’Umanità. In ciascun uomo vedo soltanto un uomo, e lo apprezzo secondo il suo personale valore e le sue azioni. Qualunque offesa o sopraffazione di un uomo per la sua appartenenza ad un’altra lingua, religione o classe sociale è per me un atto di barbarie”.

Clicca qui per riascoltare l'inno di Esperanto “En la mondo venis nova sento”.

http://www.villa-europa.it/La%20bandiera%20di%20Esperanto.htm

Questo messaggio è stato modificato da: oltremare, 07 Dic 2005 – 01:05 [addsig]

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