Mentre da noi delle grandi ed eccelse menti, molto sponsorizzate dall’Aspen Institute, la P2 globale a stelle e strisce, propongono di eliminare il doppiaggio ed addirittura sottotitolare in inglese i telegiornali, al parlamento di Bucarest entro metà giugno si discuterà la proposta di legge presentata da un parlamentare dell’opposizione social-democratica per sostituire i sottotitoli ad oggi presenti nei film stranieri diffusi in Romania con il doppiaggio.
Il bello è che il parlamentare in questione, Victor Socaciu, un sessantenne ex-ingegnere, già popolare cantante folk, nelle trasmissioni televisive dedicate alla sua proposta per difendersi dall’assalto degli anglofoni dei balcani, particolarmente virulenta su internet, cita proprio l’Italia come modello di paese dove convivono una grande industria del doppiaggio, che ha fatto del bene al cinema nostrano, e delle relazioni internazionali importanti.
Due le ragioni principali citate nella proposta di legge: difendere la lingua rumena e quindi l’identità nazionale dal "deterioramento" prodotto dall’esposizione ai film stranieri (specie americani che anche li fanno la parte del leone, anche se è ben presente la cinemtografia francofona) e consentire a tutti, "compresi vecchi e bambini" di potere godere dei film senza il noioso (ed a quelle età non semplice) ausilio dei sottotitoli. Quindi un dato quest’ultimo di giustizia, uguaglianza e democrazia.
Sul sito del parlamento rumeno la proposta di legge:














