Il parlamento Europeo propone un dibattito globale sull'uso dei droni
Il crescente utilizzo di droni, aerei militari caratterizzati dall'assenza del pilota umano a bordo, potrebbe essere un rischio per la sicurezza e lo stato di diritto. Questo il risultato degli specialisti che hanno partecipato all'audizione organizzata dalla commissione ai Diritti umani e della sottocommissione alla Difesa, il 25 aprile. Le preoccupazioni principali: gli obiettivi mirati e la creazione di standard internazionali.
Tanto gli specialisti quanto i deputati hanno sottolineato l'urgenza di ripensare le leggi internazionali e tracciare nuove procedure. Si sono soffermati sull'utilizzo dei droni da parte dell'esercito americano. Camille Grand, direttore della Fondazione per la Ricerca strategica, ha dichiarato: "Gli Stati Uniti hanno già effettuati 350 obiettivi mirati in Pakistan e 50 in Yemen, che non sono zone di guerra". Altri 76 paesi stanno provando ad ottenere questa tecnologia, indispensabile ad un arsenale di guerra.
I deputati hanno ricordato che l'UE deve definire la sua posizione. Sarah Ludford, deputata inglese del gruppo dei Liberali, ha aggiunto: "L'UE esercita un'influenza politica abbastanza forte per spostare il dibattito sul piano della legge internazionale". Ana Gomes, deputata portoghese di centro sinistra, ha aggiunto: "Dobbiamo coinvolgere i nostri omologhi americani per fargli capire quali possono essere le tragiche conseguenze di questa politica".
Da italian.ruvr.ru, 02.05.2013










