Politica e lingue

Il lento cammino verso il riconoscimento delle minoranre “pomaki”

IL VOTO BULGARO APRE L’ORIZZONTE DELLA PACE PANEUROPEA

Il grado di democrazia di una nazione si misura dal livello di partecipazione delle minoranze interne ad un popolo. L’ Italia, dal Trentino alla Sicilia, è costellata da minoranze sopratutto etnico-linguistiche. L’introduzione della legge 482/99 ha garantito un riconoscimento formale di tutte le minoranze del territorio italico. Ma non tutte le popolazioni possono beneficiare delle medesime garanzie: in Bulgaria, ad esempio, esiste una minoranza etnico-religiosa (i pomaki) ai danni della quale si stanno perpetrando forti pressioni affinché abbandoni la propria fede religiosa.

Uno dei baluardi delle moderne democrazie occidentali è la tutela e salvaguardia delle minoranze etnico-linguistiche e religiose. In Italia sono numerosissime le minoranze storiche: friulani, ladini, sardi, arbereshe, croati, greci ecc. Queste minoranze hanno conosciuto una vera e propria dignità grazie all’introduzione della legge 482/99 sulle minoranze linguistiche storiche del territorio italiano. Una legge che sancisce un vero e proprio riconoscimento formale dell’identità etnico-linguistica di queste popolazioni. Ma se in Italia c’è voluto almeno un decennio per arrivare a questo riconoscimento ufficiale da parte delle Istituzioni, non è la stessa cosa nel resto del mondo. Senza voler andare lontano nelle martoriate terre d’Africa, del Medio Oriente o dell’Asia, citiamo il caso della Bulgaria (Paese di recente ingresso nell’Unione Europea) dove esiste una minoranza etnico-religiosa denominata “Pomaki” . I pomaki appartengono alla stirpe slava, parlano un dialetto bulgaro ma hanno abbracciato, già nel XV-XVI secolo, la fede islamica sotto la dominazione ottomana. Questa minoranza vive per lo più sui Monti Rodopi, nel Sud della Bulgaria, al confine con la Grecia. Nella stessa Grecia, i pomaki occupano la Tracia Occidentale. Questo popolo, nel corso dei secoli, ha sempre subito persecuzioni e vessazioni. Già nel 1876 quando la Bulgaria organizzò una grande rivolta “antiturca” di cui la minoranza pomaka patì i soprusi. Durante il Comunismo andò perfino peggio: per assicurarsi la sopravvivenza molti pomaki dovettero camuffare le proprie origini e cambiar nome. Sebbene la Bulgaria sia entrata in Europa, e sebbene nella Costituzione bulgara ci siano vari articoli a tutela delle minoranze, si stanno perpetrando, negli ultimi anni, ai danni delle popolazioni dei pomaki, grandi conversioni di massa al credo della Chiesa Cristiana di culto orientale. Cavalcando l’onda dell’Islamofobia e della fede incondizionata nella Madrepatria che è di culto ortodosso, subdoli personaggi di dubbia moralità stanno perpetrando delle pressioni psicologiche nei confronti di questa minoranza affinché abbandoni il proprio credo e abbracci quello ortodosso. Il tutto, senza che le istituzioni europee muovano un dito e alzino il proprio grido d’allarme nei confronti di quella che potrebbe essere definita una vera e propria circonvenzione indotta al fine di abbandonare le proprie convinzioni religiose.

http://www.mondoraro.org/2010/02/21/il-lento-cammino-verso-il-riconoscimento-delle-minoranre-pomaki/[addsig]

0:00
0:00