Il doppio Parlamento costa troppoÂ
LâEuropa si sveglia: via la sede di StrasburgoÂ
di  MAURIZIO STEFANINIÂ
Il Parlamento Europeo si vanta di essere lâassemblea democraticamente eletta al mondo a rappresentare il maggior numero di elettori dopo il Parlamento Indiano, ma è anche lâunica di tutto il pianeta ad avere ben tre sedi differenti.Â
Quella ufficiale è infatti a Strasburgo dove ai sensi del trattato di Amsterdam devono tenersi 12 sessioni plenarie allâanno: due a settembre, per compensare quella che non si fa a agosto. Ma tutte le altre sessioni si fanno a Bruxelles, dove inoltre si riuniscono le commissioni, e dove ci sono tutte le altre principali istituzioni europee. Mentre il Segretariato del Parlamento Europeo, organismo amministrativo con fondamentali compiti di coordinamento e ben 4000 dipendenti, sta a Lussemburgo.Â
à sostenibile la spesa per mandare i deputati su e giù? Secondo la tessa Commissione per gli affari Costituzionali del Parlamento, no. E dopo che in aprile un voto della plenaria aveva già chiesto ai Paesi membri di riconsiderare la questione nella prossima revisione dei trattati, in un rapporto ha dunque proposto di concentrare tutto in una sede sola.Â
Secondo il calcolo che il documento ha fatto, e che è peraltro più ottimista rispetto a altre cifre che sono circolate, i costi aggiuntivi dell`avere più di una sede sarebbero quantificabili tra i 156 e i 204 milioni di euro. Cioè, il 10% del bilancio annuale, che peraltro secondo il relatore, il tedesco Gerald Hafner, è un male minore rispetto al fatto che questa «pratica di spostare migliaia di persone e risorse da un posto allâaltro” è pure, oltre che «costoso», «inefficiente» e «pregiudizievole allâimmagine dellâUnione Europea», anche «dannoso allâambiente». Con il che il lettore avrà già  indovinato che lâonorevole Flaffier è un Verde.Â
Con 22 voti favorevoli e 4 contrari, dunque, il rapporto è stato approvato, e sarà ora presentato in plenaria a novembre. Tra i 4 contrari câerano però entrambi i rappresentanti francesi, e anche in caso di voto favorevole del Parlamento Europeo la decisione definitiva spetterà poi agli Stati membri, essendo la cosa materia di trattati europei che bisognerebbe rivedere. Più precisamente, siÂ
tratta del Protocollo 6 del Trattato di Lisbona. Il voto degli eurodeputatiÂ
servirà semplicemente a costringere i governi a rispondere, senza però obbligarliÂ
a farlo in modo positivo. E lì è scontato il veto della Francia, per la quale mantenere Strasburgo come una delle capitali dellâUe è considerato un assetÂ
irrinunciabile.Â
Anzi, parlando con ira dellâ«attacco» in corso, dopo aver deplorato che la Francia «non fa abbastanza per difendere la città », la stampa di Strasburgo ha avanzato unâaltra possibilità  di soluzione. Se câè un problema ad avere più di una sede, perché non si chiude allora appunto quella di Bruxelles per lasciare tutto inÂ
Alsazia? E il motivo peraltro perché anche Belgio e Lussemburgo sono restii a ridiscutere della faccenda, e appoggiano lo status quo voluto dalla Francia. Quando si cominciano a toccare certi privilegi, non si sa mai come potrebbe andare a finire…Â
(Da Libero Quotidiano, 16/10/2013).
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